| 09 Dicembre 2006
“Il nastro di seta a zig-zag è la misteriosa firma di questo aracnide, chiamato anche ragno-vespa o ragno-zebra per le fasce colorate che ne vestono il corpo con raffinata civetteria. Appena fecondata, la femmina impacchetta il maschio e se lo divora. In questi ultimi decenni, l’epeira fasciata (o argiope fasciata), che costruisce di notte grandi tele a ruota, ha conquistato nuovi territori. Di notte, l’epeira disfa fino all’orlo la sua tela danneggiata; poi, rapidamente la ricostruisce. I fili che funzionano da trappola sono cosparsi di gocce di sostanza vischiosa. Si pone sotto la propria vittima ed emette, attraverso le sue filiere un nastro di seta. In pochi secondi la preda viene impacchettata. A questo punto il ragno avvelena con un morso la vittima, la libera dai fili vischiosi e se la trascina dietro fino al centro della rete per cominciare lentamente a succhiarla.”
Nasce così, tra libri letti di passaggio e pagine sfogliate a ritroso, la voglia di adottare il nome di questo insetto come nick per le erranti navigazioni nel mare del web. Il web; internet; la rete. Quale migliore analogia tra la passione dell’epeira di fare e disfare e quella tecnologica di essere e non essere. Così un pomeriggio come gli altri, grigio come tanti, l’idea: perché non usare il ragno per tessere la mia personale tela della “rete di tutte le reti”? Ecco. Appagata la curiosità è possibile navigare tra le pagine di questo sito con la sicurezza di non incontrare mai questo affascinante ragno e con la curiosità invece di scoprire cosa si cela dietro la ragnatela.

Fonte: Vita degli animali volume 1, Heinz Sielmann, Curcio Editore
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