Spelacchio, l’abete romano dalla triste storia, diventerà una casetta in legno destinata alle mamme per l’allattamento dei pargoli

Spelacchio è il nome che i romani hanno assegnato all’abete esposto a Roma durante il Natale, per via del suo aspetto spoglio e malridotto.

L’albero è stato acquistato per alcune decine di migliaia di euro ma la sua triste storia è diventata uno degli argomenti più discussi in rete.

I commenti dei cittadini al riguardo sono stati tanti: “Ma no tranquilli, è solo anoressico, con le feste ingrasserà”, oppure “ha un ramo ogni venti minuti, sembra uno scovolino”, o ancora “ha più followers che rami”.

Nonostante quest’albero sia diventato anche oggetto di discussione politica e, per molti, un esempio di mala gestione di risorse pubbliche, si deve dire che l’abete, quando è partito dalla Val di Fiemme (il luogo in cui era cresciuto), era bellissimo.

Tra le cause del repentino peggioramento vi è probabilmente l’eccessivo stress al quale è stato sottoposto durante il viaggio di oltre 600km da Trieste a Roma e i problemi derivanti dalla siccità che da dodici mesi aveva colpito tutta l’Italia con piovosità ridotta del 50 per cento andando così, a indebolire gli aghi e a provocarne la caduta dopo il taglio.

Inoltre, come si fa per tutti gli alberi così grandi, per rendere possibile il trasporto è consuetudine tagliarne le radici. Si tratta di un’operazione che consente agli alberi pensati per addobbare le piazze di resistere nel loro splendore per almeno un mese e mezzo.

Con Spelacchio, però, qualcosa non ha funzionato e per questo l’abete è seccato prematuramente.

Va sottolineato inoltre, che l’albero era stato donato dalla Val di Fiemme e la di 48 mila euro per il trasporto e posizionamento è parsa forse eccessiva agli occhi dei romani.

Tuttavia, anche se l’abete è stato schernito e criticato, è arrivato comunque al cuore dei romani e ha conquistato la simpatia dei passanti. Durante le festività infatti hanno appeso sui suoi rami vari bigliettini con frasi di incoraggiamento, condoglianze, battute e veri e desideri di Natale.

Il destino di Spelacchio, dopo la sua rimozione, è però ancora più interessante.
Con le assi ricavate dal suo tronco infatti, grazie a un’opera di scortecciamento e sezionamento, verrà realizzata una casetta ecologica. Una Baby Little Home, dove le mamme di Roma troveranno fasciatoi e potranno riscaldare i biberon per il loro pargoli. La casetta sarà infatti collocata in un parco pubblico della Capitale.

Giacomo Boninsegna, presidente della Magnifica Comunità di Fiemme, spiega che tra quegli abeti rossi uno su mille possiede il cosiddetto legno di risonanza. Questa caratteristica consente di costruire strumenti musicali pregiati per via appunto della notevole risonanza. Spelacchio diventerà così uno Stradivari nel suo genere: una casetta per mamme e bambini.

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Riguardo l'autore

Daniele D'Amato

Daniele D'Amato

Direttore Responsabile. Giornalista, fotografo e insegnante; lauree in Scienze della Comunicazione e in Sociologia e Ricerca Sociale; masters in DSA e in ADHD. Fondatore e Presidente dell’associazione fotografica Photosintesi per 10 anni; fondatore e direttore editoriale della testata fotografica IVISIVI; Amministratore dello studio fotografico Comunickare; Collaboratore di “Fotografia Reflex”; docente di Linguistica delle immagini e Metodologia del Portfolio nelle scuole di fotografia; fondatore e Presidente del Collettivo Fotografico Xima.

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