La Terra è stanca, fiaccata dall’inquinamento ambientale in costante crescita che costituisce un grave pericolo per la sopravvivenza di sempre più numerose specie animali e vegetali, tra cui l’uomo.

Tuttavia, grazie alla mobilitazione di coscienze sulle questioni ambientali promossa da enti, organizzazioni no-profit, politici e religiosi di tutto il mondo, oggi sono tante le iniziative volte a risanare le ferite del nostro pianeta.

Tra queste l’Earth Day, la Giornata mondiale della Terra che si festeggia ogni anno il 22 aprile con spettacoli, concerti, conferenze, parate e azioni di clean up per educare l’uomo a rispettare e curare l’ambiente in cui vive.

Ma come nasce l’Earth Day?

Correva l’anno 1962 quando il senatore statunitense Gaylord Nelson fu mosso dal desiderio di preservare le risorse ambientali. Complice la contestazione delle gioventù universitarie sulla questione delle guerre in Vietnam cercò di coinvolgere la classe politica poco sensibile al tema. La sua idea di organizzare una serie di conferenze informative su temi ambientali fu adottata dal politico Robert Kennedy nell’anno successivo.

Nel 1969 l’attivista John McConnell propose durante un incontro dell’Unesco a San Francisco l’istituzione di una giornata per la terra e per la pace. La proposta piacque molto e fu in seguito ufficializzata.

Il 22 aprile del 1970, dopo la catastrofe di Santa Barbara, milioni di persone protestarono in difesa dell’ambiente: da allora il 22 aprile viene chiamato Earth Day.

Earth Day 2018: End Plastic Pollution. Quest’anno ben più di 190 paesi in tutto il mondo hanno organizzato manifestazioni e meetings per onorare la Terra, ponendo particolare attenzione all’inquinamento causato da plastica e materiali sintetici.

Il tema della Giornata, End Plastic Pollution, è stato lanciato dall’Earth Day Network per sensibilizzare gli individui a comprendere come la plastica abbia causato danni irreparabili all’ambiente. Il network ha anche indicato le modalità più efficaci per smaltirla o rimuoverla.

Si stima infatti che ogni anno siano riversate in mare 8 tonnellate di materiale sintetico. Secondo uno studio condotto nel 2016 dalla Fondazione Ellen MacArthur nel 2050 i mari saranno popolati più da plastica che da pesci. Questi dati allarmanti hanno indotto Lisa Svensson a sottolineare la portata planetaria della crisi ambientale causata dalla plastica. Lisa è la coordinatrice del Programma degli ecosistemi marini e costieri dell’Unep.

In occasione dell’Earth Day 2018, l’Italia ha partecipato alle manifestazioni con un’agenda ricchissima di spettacoli, giochi, conferenze e incontri.

L’evento più significativo è il Villaggio per la Terra, allestito a Roma sulla Terrazza del Pincio e nel Galoppatoio di Villa Borghese. Diverse aree del Villaggio sono state appositamente riservate ai bambini, che fino al termine dell’iniziativa potranno scoprire la bellezza del nostro pianeta ed apprenderne il valore. Le attrazioni per loro sono un planetario gonfiabile, la Pompieropoli dei Vigli del Fuoco, il villaggio della biodiversità dei Carabinieri forestali e tanto altro.

Per gli adolescenti sono invece stati organizzati seminari sull’utilizzo dei mass media e sulla legalità. I ragazzi tra gli 11 e i 17 anni potranno inoltre correre nella staffetta che si terrà nei diversi fusi orari attraverso i vari luoghi del mondo all’insegna della pace. I ragazzi, muniti di guanti e sacchetto, dovranno correre per 5 km e raccogliere i rifiuti che troveranno per strada.

In programma anche il Concerto per la Terra con alcuni dei cantanti italiani più “in” del momento.

Anche all’estero si sono dati da fare. A Vancouver, in Canada hanno organizzato la Earth Day Parade in cui molti partecipanti hanno sfilato con cartelloni e vestiti fatti di buste di plastica.

A Dublino molti ragazzi si sono impegnati nel clean up del Grand Canal. Anche diversi enti si sono impegnati in campagne di sensibilizzazione.

Il marchio Adidas ha prodotto per l’occasione originalissime maglie in Parley Ocean Plastic, un materiale ottenuto dal riciclaggio della plastica raccolta sulle spiaggie.

La Nasa ha creato 3 app con cui è possibile osservare le rotte tracciate dagli iceberg, avere informazioni relative alle missioni in orbita o comunicare con gli scienziati.

La speranza è che queste meravigliose iniziative non rimangano circoscritte ad un solo giorno dell’anno, ma che ogni giorno sia per noi Earth Day. Bastano piccoli gesti per migliorare la nostra vita e quella di tantissime altre specie viventi.  E basta poco per veder rifiorire il nostro pianeta in tutta la sua irresistibile bellezza.

Noi abusiamo della terra perché la consideriamo come un bene appartenente a noi. Quando vedremo la terra come una comunità a cui apparteniamo, potremo cominciare a usarla con amore e rispetto. (Aldo Leopold)

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Riguardo l'autore

Daniele D'Amato

Daniele D'Amato

Direttore Responsabile. Giornalista, fotografo e insegnante; lauree in Scienze della Comunicazione e in Sociologia e Ricerca Sociale; masters in DSA e in ADHD. Fondatore e Presidente dell’associazione fotografica Photosintesi per 10 anni; fondatore e direttore editoriale della testata fotografica IVISIVI; Amministratore dello studio fotografico Comunickare; Collaboratore di “Fotografia Reflex”; docente di Linguistica delle immagini e Metodologia del Portfolio nelle scuole di fotografia; fondatore e Presidente del Collettivo Fotografico Xima.

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