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I nomadi del mare: l’uomo ha iniziato a diventare un pesce?

I nomadi del mare
I nomadi del mare
Rita Carbonara
Scritto da Rita Carbonara

I nomadi del mare sono degli indigeni indonesiani che hanno sviluppato una milza più grande del solito. Sembra che sia l’inizio di una mutazione per adattarsi alle immersioni in acqua e resistere più a lungo.

Si tratta in effetti di un primo adattamento genetico dovuto all’immersione scoperto nel cosiddetto popolo dei nomadi del mare.

Alcuni ricercatori hanno dimostrato che l’uomo può adattarsi geneticamente a immersioni in acque profonde. Lo hanno dimostrato le milze insolitamente grandi presenti nei nomadi in Indonesia conosciuti come i nomadi del mare.

In particolare, la popolazione dei Bajau trascorre più del sessanta per cento della giornata, immergendosi a più di settanta metri. E lo fanno con la sola forza fisica e una maschera di legno rimanendo sott’acqua fino a tredici minuti di seguito.

Intrigata da queste inusuali attività, la ricercatrice americana Melissa Ilardo si è chiesta costoro si fossero adattati geneticamente in modo da trascorrere più tempo del normale sott’acqua. La ricercatrice ha trascorso diversi mesi in Indonesia, cercando di comprendere i motivi per i quali i Bajau presentino queste capacità.

“Ho trascorso tutta la mia prima visita a Jaya Bakti presentandomi, presentando il progetto e le basi della scienza. Volevo essere sicura che comprendessero esattamente cosa gli stavo chiedendo in maniera che potessero contribuire direttamente al progetto. Erano molto curiosi ed entusiasti riguardo la ricerca”.

L’esperta ha analizzato campioni genetici e fatto ecografie. Ha dimostrato che i Bajau hanno milze di un 50% più larghe dei Saluan, un’altra popolazione che non usa immergersi.

Le milze sono importanti per quanto riguarda le immersioni e sono così ingrossate in alcuni casi perché producono più ossigeno nel sangue. Soprattutto quando un corpo è sotto stress o quando una persona trattiene il respiro sott’acqua. Comparando i genomi dei Bajau con quelli di due diverse popolazioni, i Saluan e i Han Chinese, ha trovato 25 aree che differivano significativamente. Tra di esse era presente un gene conosciuto come PDE10A, collegato alla così grande milza dei Bajau.

Nei topi questo gene è conosciuto per la sua funzione regolatrice strettamente collegata ad un ormone presente nella tiroide che controlla la misura della milza. Si avvalora così l’idea che i Bajau avrebbero potuto evolvere la loro milza in modo da poter sostenere lunghe e frequenti immersioni.

Naturalmente servono altre ricerche per comprendere come l’ormone presente nella tiroide influenzi la taglia della milza. I risultati però potrebbero incrementare la ricerca nel campo medico, aiutando i ricercatori a capire come il corpo umano reagisca alla mancanza di ossigeno in vari contesti, dall’immersione all’alta altitudine, passando alla chirurgia e malattie polmonari.

“Questo ci dimostra realmente quanto siano preziose e importanti popolazioni indigene che vivono stili di vita estremi nel mondo”, ha dichiarato il co-autore Eske Willerslev, un professore all’università di Copenaghen.

“I Bajau e altri nomadi del mare sono semplicemente straordinari e volevo poter dimostrarlo al mondo” ha concluso la ricercatrice Melissa Ilardo.

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Riguardo l'autore

Rita Carbonara

Rita Carbonara

La vera patria di Rita è l’Inghilterra. Le chitarre, James e Graham Jonathan fanno parte di questo mondo incantato che Rita usa per scaricare tutta l’energia accumulata durante la giornata. La lettura è uno dei rifugi in cui si trova meglio, specie se si tratta di Dickens. Esploratrice, ama i dettagli e mettere nero su bianco tutto per poi rivivere i momenti più belli all’infinito.

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