Ambiente

Ingelia: azienda che dalle feci, ricava combustibile pulito

Ingelia: azienda che dalle feci, ricava combustibile pulito
Foto: pixabay.com

La società Spagnola chiamata Ingelia, sostiene di aver trovato un modo per trasformare le feci umane in combustibile chiamato biochar. Se le dichiarazioni di Ingelia fossero corrette, questo significherebbe che il biochar potrebbe essere bruciato per creare combustibile, precisamente come il carbone ma con zero emissioni di CO2.

Questo perché quasi tutti gli agenti inquinanti, normalmente emessi nella combustione di materiale solido, sono rilasciati tramite scarti liquidi trattabili.

Da 10 anni Marisa Hernández lavora nello sviluppo di un processo industriale per convertire gli scarti organici in biochar.

Oltre a produrre meno scarti come cloro e azoto.

La Commissione Europea ha promesso di tagliare le emissioni di CO2 dell’80% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2050. Realisticamente, chiunque dovrebbe adoperarsi per raggiunger un tale obiettivo, secondo le Nazioni Unite, sono richiesti cambiamenti senza precedenti, a livello sociale e globale.

Come spiega il CEO di Ingelia, viene concentrato il 95% del carbonio all’interno del materiale organico: “Sotto specifiche temperature e pressioni, il materiale organico viene disidratato, in seguito il materiale umido, viene fatto diventare liquido tramite un sifone”.

Nel processo di Ingelia, noto anche come carbonizzazione termochimica, gli scarti pericolosi, come zolfo, cloro e azoto sono assorbiti nel liquido. Dopo otto ore, si ottengono dei cilindri che potrebbero rimpiazzare l’attuale carbone derivato dai fossili.

La Hernández ha fatto notare che il prodotto ha lo stesso valore combustibile e la stessa struttura di combustione del carbone, e ha aggiunto: “Rispetto ad un processo di composting standard, in cui il processo ci mette 30 giorni, il nostro ci metto 8 ore”.

La determinazione della Hernández le ha procurato una nomination all’European Institute of Innovation and Technology.

Ingelia è attualmente in affari con l’impianto di gestione dei rifiuti in Spagna, Inghilterra e Italia. L’impianto di gestione più grande in Italia infatti, ha implementato il processo in Toscana, dove trattano 80 mila tonnellate di rifiuti organici all’anno. La sperimentazione è partita anche in Belgio, nella città di Oostende, dove smaltiscono 20 mila tonnellate di materiale con 4 reattori. Marisa Hernández, ha dichiarato che questo processo potrebbe rimpiazzare 220.000 tonnellate di carbone all’anno, equivalenti a 500.000 tonnellate di emissioni CO2 all’anno, entro il 2022.

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