Ripartire dalla terra e soprattutto ripartire da chi la coltiva ridando dignità all’agricoltura e alla biodiversità.

È questo l’importante messaggio lanciato dalla Carta della Mausolea, firmata la scorsa estate nella Villa “La Mausolea”, a Soci, a pochi chilometri da Camaldoli.

Una Carta che ridefinisce il ruolo del contadino, troppo spesso marginale, con l’obiettivo di migliorare i modi di coltivazione della Madre Terra, e salvare dunque l’ambiente, la nostra salute e il nostro futuro.

L’idea nasce da all’impegno del professor Franco Berrino, medico epidemiologo e fondatore de La “Grande Via” . L’associazione ha lo scopo di mettere in relazione il lavoro dei migliori professionisti nell’ambito medico, della nutrizione per fare del luogo della Mausolea un centro di “Medicina della saggezza”. La realtà ideata da Berrino e da Enrica Bortolazzi, fotografa e giornalista, intende favorire iniziative volte a promuovere la prevenzione di malattie e la “longevità in salute”.

La Carta della Mausolea nasce proprio dopo l’incontro “Il Respiro della Terra”, tenutosi nella scorsa estate, promosso dall’associazione. All’incontro hanno partecipato aziende, agricoltori, enti e diverse realtà associative.

La Carta della Mausolea ha l’apporto di genetisti, agronomi, medici, ricercatori ed esponenti del mondo scientifico.

L’appello che ne deriva è rivolto all’intera società civile, ma soprattutto agli agricoltori, a chi è costretto ad irrogare il terreno con pesticidi e veleni solo perché non crede alla possibilità di un’agricoltura senza chimica. Ma è anche un appello a tutti i consumatori attenti e desiderosi di rivendicare un diritto al cibo sano.

“Fare agricoltura, vivere a stretto contatto con la Natura e le sue leggi rispettando la fertilità della terra è più che un semplice mestiere” si legge nella Carta della Mausolea. “È un’inclinazione di grande rispetto che rende l’agricoltore la nostra prima difesa sia sulla qualità degli alimenti che sulla salvaguardia della salute del pianeta”.

La stesura della Carta ha concentrato le eccellenze del settore agrario, e della biodinamica in particolare, e posto le basi per la realizzazione di un centro di trasformazione permanente, in grado di insegnare a lavorare la terra con il rispetto che questa merita.

Professori, ricercatori e agricoltori consapevoli si sono dunque uniti, nella cornice della Mausolea, nel dialogo sulla salvaguardia delle biodiversità: “produzione e comunicazione etica per una società sostenibile”.

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Riguardo l'autore

Giovanna Nuzzo

Giovanna Nuzzo

Vent'anni, radici nel Salento ma trasferita a Bologna dove studia per diventare giornalista. E' impegnata nel volontariato da quando aveva quattordici anni con un'associazione locale. Da qualche anno insegna italiano in una scuola per migranti e rifugiati politici di Bologna. Vive di passi, viaggi e sorrisi. Con il cuore a Sud, sogna di tornare nel suo paese e vivere di quello che sarà il suo lavoro.

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