Ambiente

Lo scheletro di un bambino scoperto alle Terme Centrali di Pompei

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Rita Carbonara
Scritto da Rita Carbonara

Il 25 aprile scorso, nel grande complesso delle Terme Centrali di Pompei è stato rinvenuto lo scheletro di un bambino risalente all’eruzione vulcanica del 79 d.C.

Il ritrovamento è straordinario per due motivi: primo per la casuale e inaspettata scoperta durante i restauri del complesso termale già scavato nell’800. Secondo per la collocazione inusuale del corpicino, infatti lo scheletro è emerso durante la pulizia di un ambiente di ingresso.

Lo scheletro è stato rinvenuto pressoché completo a eccezione di una porzione del torace destro, della mandibola e di parte degli arti superiori e inferiori. Diventa così difficile sapere se lo scheletro ritrovato da poco nelle terme centrali degli Scavi di Pompei appartenga a un bambino o a una bambina.

Grazie ai resti si è potuta formulare una prima ipotesi circa l’età del bimbo che probabilmente è morto mentre fuggiva dall’eruzione, nascondendosi nelle Terme Centrali.

Probabilmente lo scheletro doveva essere già stato individuato tra il 1877 e il 1878 ma non portato alla luce perché lo strato vulcanico non permetteva la realizzazione di un calco.

Gli scavi archeologici di Pompei rappresentano una fonte eccezionale di informazioni sulla vita quotidiana dei pompeiani e in generale dei cittadini dell’impero Romano sotto l’imperatore Tito. Di conseguenza è possibile immaginare quale sia stata la vita del bambino il cui corpo è stato da poco ritrovato.

A causa dell’assenza dell’energia elettrica i romani erano costretti a seguire i ritmi del sole, la loro giornata, quindi, cominciava circa alle 4,30 del mattino. L’acqua corrente era un privilegio di pochissimi e i cittadini comuni dovevano andare a prenderla presso le fontane pubbliche, per questo motivo veniva usata con parsimonia. Per lavarsi in maniera accurata i romani si recavano alle terme. La colazione veniva effettuata con pane e formaggio e eventualmente con verdure o gli avanzi del giorno prima.

Verso le 5,40 ogni persona era al suo posto di lavoro, dal ricco patrizio allo schiavo, e le vie rimanevano brulicanti di gente fino al tramonto.

Tra le 12 e 14,20 era l’ora dell’intrattenimento e delle terme. I cittadini amavano recarsi all’anfiteatro per godersi combattimenti fra gladiatori. Le terme erano un’altra maniera di rilassarsi per tutti i romani, dagli schiavi ai patrizi, esse erano accessibili a tutti in quanto molto economiche.

Nelle terme era possibile esercitare il corpo con esercizi ginnici in ossequio al motto “mens sana in corpore sano”.

Poco prima del tramonto i romani concludevano la giornata con la cena composta da olive e uova e se possibile anche pesce, carne e dolciumi. Gli svaghi erano pochi, specie per la maggior parte della popolazione e le strade buie tutt’altro che sicure: andare a letto era la scelta migliore.

In questo contesto è facile pensare alla vita di un bambino pompeiano. Possiamo immaginarlo mentre cammina tra le vie del mercato, o intento a fare colazione o magari a fare esercizio nelle terme.

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Riguardo l'autore

Rita Carbonara

Rita Carbonara

La vera patria di Rita è l’Inghilterra. Le chitarre, James e Graham Jonathan fanno parte di questo mondo incantato che Rita usa per scaricare tutta l’energia accumulata durante la giornata. La lettura è uno dei rifugi in cui si trova meglio, specie se si tratta di Dickens. Esploratrice, ama i dettagli e mettere nero su bianco tutto per poi rivivere i momenti più belli all’infinito.

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