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Siamo vicini a scoprire la zona della coscienza

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Gli scienziati hanno faticato per millenni per capire la coscienza umana, la consapevolezza della propria esistenza. Nonostante gli avanzamenti nelle neuroscienze, non abbiamo davvero idea riguardo la sua provenienza, né il suo sviluppo.

I ricercatori, tuttavia, pensano di essere vicini ad identificare le sue origini fisiche. Questo, dopo uno studio che fissa una rete di tre specifiche regioni nel cervello che sembrano essere cruciali per essa.

Pubblicata nel novembre 2016, la ricerca potrebbe essere molto importante per capire cosa vuol dire essere umani.

“Per la prima volta, abbiamo trovato una connessione tra la regione del tronco cerebrale, coinvolta nell’eccitazione e le regioni coinvolte con la consapevolezza. Due prerequisiti per la coscienza. Tante prove sono messe insieme per condurre a questa rete che gioca un ruolo importante nella coscienza umana”. Ha detto il capo ricercatore Michael Fox dal Beth Israel Deaconess Medical Center ad Harvard Medical School nel 2016.

La coscienza è generalmente pensata come un compromesso tra eccitazione e consapevolezza.

I ricercatori hanno già mostrato che l’eccitazione è probabilmente regolata dal tronco cerebrale, la porzione del cervello che si collega col midollo spinale. Tra le altre cose, essa regola il ritmo di sonno-veglia, il battito cardiaco e il respiro.

La consapevolezza è stata più elusiva. I ricercatori hanno a lungo pensato che risiedesse da qualche parte nella corteccia, il livello più esterno del cervello, ma nessuno ha saputo indicare con esattezza il luogo.

Il team di Harvard ha identificato non solo la regione del tronco cerebrale connessa con l’eccitazione, ma anche due regioni della corteccia, che sembrano lavorare in sintonia per formare la consapevolezza. Ha analizzato 36 pazienti in un ospedale con lesioni al tronco cerebrale, 12 di essi erano in coma (incoscienti) e 24 sono stati definiti coscienti.

I ricercatori hanno mappato il cervello dei pazienti per capire se esistesse una regione che spiegasse il perché alcuni pazienti hanno mantenuto la coscienza, mentre altri no.

Hanno dunque scoperto una piccola area del tronco cerebrale, associata fortemente con il coma. Tra i 12 pazienti non coscienti, 10 hanno subito danni in quest’area, mentre solo 1 sui 24 coscienti ha subito gli stessi danni. Questo suggerisce che questa piccola regione del tronco cerebrale è importante per la coscienza, ma questa non è un’informazione completa.

Per capire quali altre parti del cervello fossero connesse con questa regione, il team ha osservato la mappa di un cervello umano sano (detta connettoma). I ricercatori hanno identificato due aree nella corteccia fortemente connesse a questa regione.

Entrambe erano state collegate a studi precedenti sull’eccitazione e consapevolezza, ma questa è la prima volta che esse sono state ricondotte al tronco cerebrale. Il team ha controllato più volte le scansioni fMRI di 45 pazienti mostrando che in essi, la rete tra queste regioni era distrutta.

È un primo passo piuttosto entusiasmante, tuttavia i ricercatori sono consapevoli di aver bisogno di verificare le loro scoperte su un insieme più ampio di pazienti.

Inoltre, team indipendenti dovranno ulteriormente confermare i risultati prima di poter essere certi che queste 3 regioni siano responsabili della coscienza.

Nel frattempo, si spera che la ricerca possa portare a nuovi trattamenti per i pazienti in coma o in stato vegetativo. Cervelli altrimenti sani, ma semplicemente non in grado di recuperare coscienza.

E’ particolarmente rilevante se potessimo usare queste reti come un obiettivo per la stimolazione cerebrale per persone con disturbi alla coscienza. Se ci concentrassimo sulle regioni e le reti coinvolte, potremo un giorno svegliare le persone da uno stato vegetativo persistente? Questa è la domanda finale.

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Fonte: bidmc.org

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