Sprout è la prima matita ecosostenibile al mondo che quando sta per finire diventa una pianta.

E’ stata progettata da tre studenti del Massachusetts Institute of Technologies di Boston nel 2013. Arriva dagli Stati Uniti, dove nel 2016 ha riscosso un grande successo, ma è stata realizzata in Danimarca dal team Democratech.

Le matite sono strumenti sempre presenti nella vita degli esseri umani già a partire dall’infanzia, quando una delle occupazioni preferite è trasferire sul foglio i frutti della propria fantasia disegnando e colorando.

Quale bambino, entrando in una cartoleria, non ha desiderato una scatola di matite colorate nuove di zecca per dare pieno sfogo alla propria creatività?

Ma prima o poi anche le matite sono destinate a consumarsi, non potendo più veicolare su un foglio la fervida immaginazione dei loro possessori come per giorni di intenso utilizzo avevano fatto.

Sprout ci insegna che non è così, per due motivi. Innanzitutto perché le matite non si consumano e possono ora vantare una seconda vita green da pianta. Poi perché nessun oggetto è mai quello che ci appare, ma nasconde una pluralità di caratteristiche e usi. E la matita piantabile eco-friendly ne è un chiaro esempio grazie alla sua polivalenza.

Dovevamo creare un prodotto per l’eco-ufficio del futuro e così abbiamo pensato a un prodotto 100 per cento eco che servisse non solo durante il suo periodo di uso per quello che appariva, ma che avesse una seconda vita” affermano gli inventori.

La matita è costituita da legno di cedro coltivato in modo ecosostenibile, senza l’impiego di prodotti chimici dannosi per l’ambiente.

Inoltre non contiene piombo e il materiale di scrittura è composto da argilla e grafite. All’estremità, al posto della classica gomma per cancellare, vi è una capsula biodegradabile che contiene i semi che germoglieranno in piante da orto o fiori. Ogni involucro contiene almeno 4 semi, a seconda del tipo, per garantire la germinazione. La gamma è molto varia: aneto, coriandolo, pepe verde, basilico, calendula, pomodoro, timo, menta, salvia, rosmarino e nontiscordardimè.

Ma come funziona Sprout? Per far sì che nasca una piantina, è necessario che la capsula sia lasciata in acqua per un’ora per nutrire i semi e sciogliere l’involucro. Dopodiché dev’essere piantata sotto un soffice strato di terra in un posto costantemente riscaldato dai raggi del sole, e regolarmente innaffiata. E, se tutto andrà bene, a distanza di poche settimane verranno su i primi germogli.

Le persone ci chiedono se lo possiamo assicurare: no, non possiamo, ma abbiamo fatto del nostro meglio. Non è facile far germogliare dei semi e farli crescere forti e belli: si richiedono impegno attivo e cura, se si vuole che erbe fresche sbuchino dalla matita”, spiegano i creatori.

L’invenzione, originale e 100% eco, è piaciuta molto agli acquirenti dal pollice verde, tanto che si stima siano state vendute finora ben 450.000 matite del marchio Sprout.

Per la realizzazione di queste erano stati inizialmente destinati 25.000 dollari, ma il ricavato dalle vendite è di gran lunga maggiore.

Il suo successo è stato tale che Sprout è stata nominata miglior prodotto eco-friendly dell’anno 2015 dal partner ufficiale della Giornata Mondiale dell’Ambiente: Global Procurement Promotion Organization.

I nostri pomodori Sprout seminati in marzo sono cresciuti, e dal vaso li abbiamo trapiantati in un orto. Speriamo riescano a sopravvivere alla fresca estate danese e a darci teneri, succosi, dolci e rossi pomodori!” scrivono sulla pagina facebook ufficiale del marchio.

Fonte: sproutworld.com

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Riguardo l'autore

Daniele D'Amato

Daniele D'Amato

Direttore Responsabile. Giornalista, fotografo e insegnante; lauree in Scienze della Comunicazione e in Sociologia e Ricerca Sociale; masters in DSA e in ADHD. Fondatore e Presidente dell’associazione fotografica Photosintesi per 10 anni; fondatore e direttore editoriale della testata fotografica IVISIVI; Amministratore dello studio fotografico Comunickare; Collaboratore di “Fotografia Reflex”; docente di Linguistica delle immagini e Metodologia del Portfolio nelle scuole di fotografia; fondatore e Presidente del Collettivo Fotografico Xima.

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