Dal letto del fiume Amstel, ad Amsterdam, sono stati riportati alla luce migliaia di oggetti di epoche diverse.

Nel 2002 iniziarono i lavori per la costruzione della linea metropolitana Noord-Zvidlijn, per collegare la città da nord a sud per 10 chilometri. Tali lavori si sono protratti fino a gennaio scorso e la linea sarà attiva dal prossimo 22 luglio. Per rendere possibile questa costruzione, è stato necessario prosciugare temporaneamente i canali Damrak e Rokin, e parte del fiume Amstel.

Proprio il letto del fiume e i due canali principali hanno restituito più di 700mila oggetti di epoche diverse: i più recenti sono del 2005, ma ci sono anche conchiglie di circa 120mila anni fa.

Il vero sviluppo di Amsterdam è iniziato solo intorno al 1200 da un piccolo insediamento di pescatori sulle rive del fiume Amstel ch, in seguito, ha dato il nome alla città. Eppure è plausibile che l’uomo abbia vissuto in quell’area fin dal Tardo Neolitico, lasciando le sue tracce.

La scoperta è stata ancora più sensazionale della grande opera di ingegneria metropolitana. Da mesi si stanno lentamente raccogliendo gli oggett per catalogarli e datarli, quando è possibile farlo. Ad oggi ne sono già stati catalogati circa 20mila, mentre il fotografo Harold Stark ne sta diffondendo le immagini.

Tutto questo ha fatto nascere una mostra al Huis Marseille, il museo fotografico di Amsterdam, il libro fotografico Stuff (cose), un documentario in olandese ed il sito Below the surface, (sotto la superficie). Stuff raccoglie migliaia di immagini ed associate per forme e colori, a cura di Harold Stark.

I fiumi sono siti archeologici inusuali e non capita quasi mai che il letto di un fiume, figurarsi uno nel mezzo di una grande città, sia prosciugato ed esaminato in modo sistematico.

Queste le parole di presentazione del sito Below the surface, in cui sono presenti le immagini degli oggetti ritrovati. Ognuno di essi descrive il periodo di appartenenza, il peso, il materiale, le dimensioni ed il luogo di ritrovamento. Gli scavi sono arrivati fino a 25 metri di profondità ed hanno restituito al mondo i più svariati pezzi della storia umana e non solo.

Tra questi vi sono un euro italiano del 2002, un telefono Alcatel, una trottola del 2005, vestiti, giocattoli, tessere e abbonamenti. E ancora: due dentiere, ami da pesca, chiodi medievali, chiavi, ossa, occhiali, lame di pietra databili tra il 4200 e il 2000 a.C. e bottiglie di ogni epoca.

Ma ci sono anche oggetti con storie più particolari ed affascinanti. Un coltello da tavolo del Settecento, ad esempio, raffigura l’episodio biblico di Giona e della balena. Inoltre ci sono una guardia di una spada giapponese del XIX secolo ed un’elegante brocca nuziale.

Infine, anche una miniatura di una macchina in lega di piombo, databile tra il 1935 e il 1937, del peso di 101 grammi. Questa miniatura è del modello Campbell-Railton Blue Bird, con cui Sir Malcolm Campbell raggiunse il record mondiale di velocità con ben 484 chilometri orari. Tutto ciò accadde a Bonneville, nello Utah, il 3 settembre 1935.

Il canale Damrak ha restituito circa il doppio degli oggetti rispetto a quello di Rokin, ma in condizioni peggiori. Inoltre, nel primo sono principalmente presenti arnesi risalenti ad un periodo tra il 1400 ed il 1600, mentre nel secondo tra il 1650 ed il 1850.

Grazie a questa scoperta si potrà arricchire il bagaglio di reperti già noti e conoscere meglio noi stessi, le nostre origini e la nostra evoluzione.

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Riguardo l'autore

Mariarosaria Guido

Ventunenne, appassionata di musica, arte e ancor prima della scrittura. Ha studiato violino per circa dieci anni e si è diplomata al Liceo Artistico. Vanta numerose partecipazioni e qualche vittoria in altrettanti concorsi di poesia. "I sogni camminano" è il suo romanzo d'esordio nel 2019. Le piace indagare e approfondire senza fermarsi alle apparenze, stare all’aria aperta e preferisce il vintage al post-modernismo.

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