Ad Ankara le vecchie fabbriche di mattoni consegnano il posto ad una biblioteca di libri dimenticati. Le parole tornano in vita nel distretto di Çankaya, al nord della capitale turca grazie ad un gruppo di netturbini del posto.

Da gennaio 2016 sono stati raccolti centinaia e centinaia di libri destinati a marcire in qualche discarica. Chi pulisce le strade raccoglie dal pattume letteratura, a Romeo e Giulietta viene data una seconda possibilità. La notizia in poco tempo si diffonde tanto che i cittadini dei vicini quartieri iniziano a mobilitarsi ed aiutare il gruppo. Inizialmente il servizio era per pochi intimi: le famiglie dei dipendenti dell’azienda e i soli operatori ecologici. Il passaparola ben presto raggiunge anche il sindaco della città, la libreria dei libri dimenticati raggiunge in pochissimo tempo 6mila volumi.

La biblioteca nel settembre 2017 ha ottenuto dal Comune i permessi per aprire ufficialmente al pubblico.

“Abbiamo discusso della possibilità di creare una biblioteca con questi libri abbandonati quando tutta la comunità ha iniziato a sostenere con entusiasmo questo progetto”, ha dichiarato il sindaco della città ai microfoni della CNN.

Dai grandi classici alla saggistica e addirittura una sezione per i bambini. La biblioteca ospita anche libri in inglese e in francese per rispondere alle esigenze dei visitatori bilingue. In poco tempo quella biblioteca dei libri dimenticati è diventata un punto di incontro.

Non c’è nessun abitante di Ankara che non sia passato dalla biblioteca.

La sfida è sempre aperta: rinforzare i vincoli di comunità, fare comunità. Gli anziani passano il loro tempo a leggere libri di autori contemporanei. Gli studenti studiano in una biblioteca di mattoni e si scambiano i libri salvati.  Manuali e scritti si possono prendere in prestito per un massimo di due settimane o poco più, utilizzando una tessera rilasciata gratuitamente a tutti coloro che frequentano la struttura.

La collezione di libri è aumentata in così poco tempo che ora la biblioteca effettua anche diverse donazioni ad altri enti, a scuole, università e prigioni. A chi manca un libro ci pensa il gruppo di netturbini scavando tra i pattumi salvando e donando parole, testi. Il governo della città ha anche assunto un impiegato a tempo pieno per gestire al meglio la biblioteca.

Serhat Baytemur, del gruppo dei netturbini, ha spiegato alle telecamere: “desideravo avere una biblioteca in casa mia, ora ne abbiamo una qui ed è davvero per tutti”.

Colpisce la spontaneità dell’iniziativa, la salvezza ridata ai finali tristi.

Un gruppo di netturbini  facendo semplicemente il proprio lavoro ha rafforzato l’intera società e quella cultura che spesso si nutre di tablet e super tecnologie. Le biblioteche sono ancora un luogo pieno di cultura e la lettura l’unica arma per difendersi. È proprio vero, dal letame nascono i fior!

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Riguardo l'autore

Giovanna Nuzzo

Giovanna Nuzzo

Vent'anni, radici nel Salento ma trasferita a Bologna dove studia per diventare giornalista. E' impegnata nel volontariato da quando aveva quattordici anni con un'associazione locale. Da qualche anno insegna italiano in una scuola per migranti e rifugiati politici di Bologna. Vive di passi, viaggi e sorrisi. Con il cuore a Sud, sogna di tornare nel suo paese e vivere di quello che sarà il suo lavoro.

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