Edimburgo, talvolta ingiustamente lasciata nell’ombra della capitale inglese, nasconde gemme inaspettate e custodisce storie dal gusto magicamente avventuroso.

Greyfriars Kirkyard, celebre camposanto a Edimburgo, è uno di quei luoghi di cui gli scozzesi sono particolarmente fieri e di cui i turisti scattano decisamente una quantità eccessiva di foto. In Scozia, questo luogo misterioso ha conquistato la propria fama per la storia di un cane profondamente leale di nome Bobby, senza dimenticare che ha anche giocato un ruolo significativo nella storia scozzese e aiutato ad ispirare alcune leggende letterarie.

Quest’anno la il cimitero scozzese compie 400 anni. Ecco alcuni dei capitoli più noti e significativi di Greyfriars Kirkyard raccontati tramite gli occhi di una turista finita in Scozia per caso ma che, a posteriori, ci rimarrebbe tutta la vita per scelta.

La leggenda di Greyfriars kirkyard Bobby

La storia di Greyfriars Bobby ha attirato l’attenzione popolare verso la seconda metà del 1800 dopo che il cagnolino diventò una celebrità. Si dice che lo Skye Terrier abbia aspettato sulla tomba del proprio padrone, John Gray, a Greyfriars Kirkyard per 14 anni.

Questo periodo di attesa durò fino alla morte di Bobby nel 1872. Anche il terrier è stato seppellito nel cimitero, vicino al padrone.

La storia ha ispirato libri e film e la statua di Bobby, all’angolo di Candlemarker Row e George IV Bridge è visitata da migliaia di turisti ogni anno.

Così tante persone hanno accarezzato il naso del cane che la vernice è venuta via lasciando intravedere il rame di cui è fatta la statua.

Si dice che accarezzando il naso di Bobby e esprimendo un desiderio questo si avveri. Il desiderio che io in prima persona ho espresso si è avverato, direi che è un buon motivo per andare a trovare il buon vecchio Bobby. Edimburgo potrà essere piovosa, ma sa mantenere le promesse fatte.

Greyfriars Kirkyard: l’ispirazione di JK Rowling

Il cimitero è anche un luogo di pellegrinaggio per tutti i fan di Harry Potter. L’autrice JK Rowling ha infatti rivelato che le lapidi sono state fonte di ispirazione per i nomi di alcuni dei suoi personaggi.

Per questo motivo le conversazioni più frequenti che animano il luogo seguono lo schema:

“Mi sa per caso dire dove trovare la tomba di Voldemort?”

“Certo Signora, se arriva in fondo al cimitero e poi gira a destra la troverà dopo quella della professoressa McGranitt.”

Adulti, ragazzi e bambini scorrazzanti muniti di bacchette e non, trasformano l’atmosfera (che ricordiamoci, dovrebbe essere quella di un cimitero) facendoti credere che Dobby l’elfo domestico con un calzino in mano spunterà fuori da un momento all’altro urlando:” Dobby è un elfo libero”

I turisti infatti, visitano il camposanto per vedere la tomba di Thomas Riddell, morto nel 1806, e suo figlio Thomas, morto nel 1802 a 26 anni. I loro nomi sono stati d’ispirazione per il personaggio di Tom Riddle, anche noto come Lord Voldemort.

Anche William McGonagall, che ha la fama di essere uno dei peggiori autori scozzesi è seppellito nel cimitero, e JK Rowling ha usato il suo nome per la professoressa Minerva McGonagall (McGranitt), capo di Grifondoro.

Altre lapidi hanno ispirato i nomi di Alastor “Mad Eye” Moody e Rufus Scrimgeur.

Si pensa che Greyfriars Kirkyard sia l’ispirazione per il luogo in cui riposano i genitori di Harry a Godric’s Hollow.

Sarà che in Regno Unito si ha una diversa concezione di “cimitero”, ma se devo essere sincera, questo è stato il cimitero meno cimitero mai visitato in vita mia. Se Alessandro Borghese dovesse valutarlo sicuramente gli assegnerebbe un bel “diesci”.

The National Covenant

Il National Covenant è un documento che cambiò radicalmente la maniera in cui la Scozia era governata. Il documento fu sottoscritto a Greyfriars Kirkyard nel febbraio 1638 e fu il frutto di opposizioni alla politica religiosa e politica di re Charles I.

Re Charles interpretò questa iniziativa come un complotto contro di lui e dichiarò guerra ai Covenanters, una mossa che portò alla guerra civile in Inghilterra, Scozia e Irlanda.

Parte del cimitero fu più tardi usata come prigione per i Covenanters che furono sconfitti dalle forze governative nella battaglia di Bothwell Bridge nel 1679.

Alcuni prigionieri morirono per le condizioni inumane in cui furono costretti a vivere, altri furono giustiziati per tradimento.

Sir George MacKenzie e compagnia

Sir George MacKenzie era l’uomo che raggruppò i 1200 presbiteriani Covenanters a Bothwell Bridge e fu imprigionato insieme a 400 di loro nel cimitero. Si dice che Mackenzie abbia ucciso circa 18,000 persone nel periodo della storia scozzese durato 8 anni chiamato “the killing time”.

L’uomo divenne conosciuto come “Bloody Mackenzie “e la conseguenza di tutto ciò è che il suo bombato mausoleo nel cimitero non è curato, come forma di disprezzo per i gli atti commessi in vita.

Nel 2003, due ragazzi di 15 e 17 anni, sono entrati nel mausoleo, hanno aperto la bara e rubato il teschio. Quando la polizia arrivò, loro stavano giovando a calcio con il teschio.

Il cimitero però è anche il luogo di riposo di personaggi he hanno dato forma alla città di Edimburgo. Questi includono il poeta Allan Ramsay, l’architetto della New Town, James Craig, William Smellie dell’enciclopedia Britannica e il padre di Sir Walter Scott, Walter Scott.

Molti personaggi seppelliti nel cimitero appartengono al periodo dell’illuminismo.

Come il 90 per cento dei luoghi presenti in Scozia, il cimitero, a quanto pare, è infestato. Si dice che specialmente Sir Mackenzie abbia fatto sentire la sua presenza più volte, come incolparlo, hanno giocato a calcio con la sua testa. Per fortuna durante la mia visita, almeno a Greyfriars Kirkyard, esperienze paranormali non ce ne sono state, o forse ce ne sono state ma io ero troppo impegnata a prostrarmi di fronte alla lapide di Lord Voldemort insieme a due o tre biondicci autoctoni.

Se si amano complotti, avventure, storie che hanno come protagonisti tradimenti e fantasmi… o se più propriamente si amano i fantasmi, perchè vi assicuro che ce ne sono, Greyfriars Kirkyard e la Scozia sono il posto da visitare almeno una volta nella vita. Garantisce Bobby, il buon MacKenzie e indubbiamente io.

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Riguardo l'autore

Rita Carbonara

Rita Carbonara

La vera patria di Rita è l’Inghilterra. Le chitarre, James e Graham Jonathan fanno parte di questo mondo incantato che Rita usa per scaricare tutta l’energia accumulata durante la giornata. La lettura è uno dei rifugi in cui si trova meglio, specie se si tratta di Dickens. Esploratrice, ama i dettagli e mettere nero su bianco tutto per poi rivivere i momenti più belli all’infinito.

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