Cultura

Pier Paolo Spinazzè ferma l’odio fascista con la sua arte

Pier Paolo Spinazzè ferma l'odio fascista con la sua arte
Foto: corrieredelveneto.corriere.it

Pier Paolo Spinazzè è il writer che a Verona combatte il fascismo con i colori.
Ha cominciato coprendo croci celtiche e svastiche con dei wurstel; in seguito, con la sua fantasia, si è sbizzarrito disegnando frutta, dolci, insaccati e biscotti. Pier Paolo Spinazzè, 37 enne, in arte Cibo, è un bravissimo Street Artist che combatte  l’odio fascista con l’arte civica, trasformando la città nella sua galleria d’arte.

Una delle prime opere che gli vengono attribuite è la cancellazione di un Tito boia, sostituito da un würstel. Avviene circa tre anni fa e la scritta si trova sul muro di una casa a Campagnola di Zevio.

Successivamente, sul würstel disegnato da Pier Paolo, qualcuno ha disegnato croci celtiche e svastiche e lui ha apportato nuovamente delle modifiche, andando a spargere delle salse sul würstel.

L’arte civica nonché pubblica di questo 37 enne è nata all’inizio per gioco ma il suo significato è molto profondo.

Questo è il modo con il quale Pier Paolo Spinazzè contrasta il cattivismo e l’ignoranza.

L’artista ha avuto modo di scontrarsi con tantissimi messaggi d’odio su cui si basa l’ideologia fascista, perché Verona, dove è nato e cresciuto, è da sempre considerata la città nera. Questa concezione deriva dal fatto che qui ha avuto origine l’estrema destra.

Un artista ha il dovere di dare il suo contributo civico. Il mio è cancellare le scritte e i simboli fascisti dai muri. E siccome Verona è la mia galleria, io voglio che la mia galleria sia ripulita dall’odio.

A casa di Cibo le pareti sono tutte completamente bianche: non c’è appeso nemmeno un quadro. “Se è arte pubblica, deve esprimersi fuori, all’esterno“. In tutti questi anni, non è stato tutto semplice. Anzi, ci sono state numerosissime difficoltà anche con le istituzioni amministrative. Molti funzionari comunali, infatti, non gradiscono il suo operato, poiché amministratori di destra.

Pier Paolo Spinazzè ha spesso partecipato in delle importanti conferenze. Ricordiamo la Conferenza Europea a Bilbao, che riunisce i rappresentanti dei Comuni. La sua attività artistica, di resistenza o resilienza civile, sta oltrepassando i confini italiani, andando a diffondersi un po’ ovunque.

Le derive autoritariste a cui stiamo assistendo in Italia e in Europa, le politiche all’insegna dell’intolleranza portate avanti da governi nazional-sovranisti mi obbligano a continuare sulla mia strada. Senza offese e senza rabbia. Disegnando la fantasia.

Il particolarismo delle opere di Cibo si trova nella ricerca di essere territoriale e stagionale. Secondo l’artista, infatti: “Ogni territorio ha i suoi prodotti e le sue eccellenze. Se sono nella terra dell’asparago, disegno asparagi per coprire croci celtiche e scritte «dux».  Idem vale per il pesce, la polenta, l’uva”.

Pier Paolo Spinazzè è convinto che solo l’arte possa superare ogni sorta di bruttura e ideologia malvagia.

La cattiveria e l’odio non hanno modo di proliferare quando si risponde con la felicità che l’arte e i suoi colori emanano.

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