Dopo aver sacrificato l’edizione scorsa, il Primo Maggio a Taranto è tornato in ottima forma.

Migliaia le persone confluite nel Parco archeologico delle Mura greche  per una giornata all’insegna della libertà e della musica.  La città ionica si è colorata e animata dalle 14 fino a tarda notte.

Tanti gli artisti che hanno scelto di esibirsi gratuitamente.

Tra i nomi di punta uno splendido Vinicio Capossela in un omaggio alla storica figura-guida dei Tarantolati di Tricarico, Antonio Infantino, scomparso lo scorso gennaio. Ma a salire sul palco ci sono stati anche Levante, Emma Marrone, Roy Paci, Brunori Sas, Irene Grandi, i Modena City Ramblers e molti altri.

Architettato dal basso, dal comitato Cittadini e lavoratori liberi e pensanti, il primo maggio tarantino non è solo musica: i suoni infatti si intervallano a messaggi forti e chiari.

Uno striscione dal palco recita: Le mamme Tamburi chiedono giustizia. Ed è proprio questo il messaggio di positività che ha lanciato la città  in un caldo primo maggio. Riappropriarsi del proprio futuro, riorganizzarlo, perché Taranto non è solo Ilva né acciaio.

L’edizione 2018 nasce proprio da un documento politico volto a ribadire che di fronte a una quarta rivoluzione industriale, Taranto e i suoi cittadini vogliono cavalcare una rivoluzione di progresso: quella culturale, cancellando la monocultura dell’acciaio.

Nella mattinata si è svolto anche un dibattito insieme al governatore della regione Puglia, Michele Emiliano. Il dibattito ha riguardato proprio l’Ilva e l’accordo di programma per Taranto, elaborato da cittadini e associazioni.

Una giornata in cui è emersa forte la voce dei lavoratori, degli ultimi, dei diritti spesso negati. Quella di Michela Piccione per esempio, ex lavoratrice di un call center, dei ragazzi di Casale Monferrato, di uno studio contro l’inquinamento e la difesa della salute direttamente dietro i banchi di scuola.

Il tema della sicurezza o incertezza del lavoro domina ogni piazza d’Italia e deve ritornare a essere un bene comune, un diritto di tutti.

E da Taranto, da una città gremita di persone, arriva un richiamo forte che accomuna ogni luogo, ogni primo Maggio: “Sì ai diritti, no ai ricatti.”

 

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Riguardo l'autore

Giovanna Nuzzo

Giovanna Nuzzo

Vent'anni, radici nel Salento ma trasferita a Bologna dove studia per diventare giornalista. E' impegnata nel volontariato da quando aveva quattordici anni con un'associazione locale. Da qualche anno insegna italiano in una scuola per migranti e rifugiati politici di Bologna. Vive di passi, viaggi e sorrisi. Con il cuore a Sud, sogna di tornare nel suo paese e vivere di quello che sarà il suo lavoro.

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