Un nuovo manoscritto è stato rinvenuto lo scorso gennaio alla Central Library di Bristol. In particolare si tratta di sette frammenti che potrebbero arricchire la leggendaria saga di Re Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda.

Com’è avvenuta la scoperta?

Essa è frutto di un caso del tutto fortuito. Michael Richardson, bibliotecario della sezione “Collezioni Speciali” dell’Università di Bristol, era alla ricerca di materiale per un corso di studi medievali. Quando ecco che tra le pagine di un incunabolo cinquecentesco contenente gli scritti del filosofo francese Jean Gerson, vengono alla luce i preziosi frammenti.

Il professor Richardson, analizzando da vicino il nuovo manoscritto, ha riconosciuto le parole: “chastel de Trebes“, “Gauuein“, “Artu” e “Merlin“. Gauuein è la versione in francese arcaico di Gawain, in italiano Galvano, nome di uno dei più celebri cavalieri della Tavola Rotonda. Egli ha dunque capito con meraviglia di trovarsi dinanzi a un originale dell’epopea di Re Artù, il mitico regnante di Camelot.

Il team di studio

Ora un team di accademici delle università di Bristol e Durham è già al lavoro per restaurare il codice dei nuovi manoscritti e decifrarne la lingua. Le ricerche sono coordinate dalla Dottoressa Leah Tether, Presidente della International Arthurian Society. Gli esperti hanno l’obbiettivo di ricostruire il viaggio del manoscritto fino a Bristol, di chiarire data e luogo della produzione e perché si trovasse nei volumi di Gerson. Le tecniche utilizzate sono all’avanguardia, e prevedono anche degli scanner a infrarossi.

Questi frammenti della Storia di Merlino sono una scoperta meravigliosamente entusiasmante, poiché potrebbe avere implicazioni nello studio non solo dello stesso testo, ma anche di altri testi successivi correlati che hanno plasmato la nostra moderna concezione della leggenda Arturiana“.

Queste le parole della Dottoressa Tether

Si pensa che i nuovi manoscritti appartengano al Ciclo della Vulgata, noto anche come del Lancelot-Graal: una sequenza di romanzi in antico francese databili al tredicesimo secolo, che narrano le fantastiche imprese di Re Artù e Mago Merlino, l’amore tra Lancillotto e Ginevra e la ricerca del Sacro Graal. Il manoscritto costituisce una sequenza dell’Estoire de Merlin: una lunga narrazione relativa ai primi anni di regno di Re Artù, costretto a fronteggiare la ribellione di baroni infedeli e l’invasione dei Sassoni.

I contenuti

In particolare, il racconto narra della Battaglia di Trebes che vede Artù, Merlino, Galvano, Re Ban e Re Bohors contrapporsi a Re Claudas. Mago Merlino ha messo a punto la più efficiente strategia d’attacco. Tuttavia il conflitto si prolunga e i cavalieri di Camelot sembrano stremati. A questo punto Merlino pronuncia un toccante discorso per esortarli ad essere coraggiosi e a rigettare la codardia. Il mago, quindi, guida il suo schieramento contro l’esercito nemico a cavallo del drago “sputafuoco” di Sir Kay. Finalmente Re Artù trionfa e insieme ai suoi compagni viene ospitato nel castello di Trebes.

Quella stessa notte Ban e la moglie, Regina Elaine, concepiscono il loro erede. Subito dopo alla donna appaiono in sogno un leone e un leopardo; quest’ultimo simboleggia il figlio che deve ancora nascere. Al contrario Ban diviene preda di un terrificante incubo, e al suo risveglio decide di recarsi in chiesa a pregare. Nel mese successivo Artù permane nel regno di re Ban, e la battaglia prosegue a loro favore. Ma quando egli è costretto a fare ritorno a Camelot per occuparsi dei suoi affari, Claudas primeggia.

La narrazione si sposta poi su Merlino, il quale offre una parziale spiegazione dei sogni di Ban ed Elaine. Dopodiché, lo stregone incontra Viviane Dama del Lago. Trascorre una settimana in compagnia della donna, apparentemente innamorandosene, ma in realtà si rifiuta di concedersi a lei. Egli ritorna poi a Trebes per riprendere la guerra al fianco dei compagni.

Le differenze rispetto alla versione tradizionale

Il ritrovamento dei nuovi manoscritti è reso ancor più interessante e misterioso da una caratteristica fondamentale dei frammenti. La storia che espongono presenta, infatti, sottili ma significative differenze rispetto alla versione tradizionale.

Le descrizioni delle azioni di alcuni personaggi sono più lunghe e dettagliate in determinate sezioni, specialmente in quelle che raccontano della battaglia. In altre risultano invece più sintetiche. Inoltre in questa versione, quando Merlino impartisce istruzioni riguardo la strategia d’attacco, attribuisce i ruoli di responsabile di ciascuna delle quattro legioni di Artù a personaggi diversi.

In alcuni casi, piccoli dettagli sono modificati oppure omessi. Nella versione conosciuta, ad esempio, si racconta che Claudas viene ferito tra le cosce. Diversi studiosi hanno avanzato l’ipotesi che si tratti di una metafora per l’impotenza o la castrazione. Ciononostante, nei nuovi manoscritti venuti alla luce la natura della ferita non è specificata.

Ci sono molte altre differenze, ma a causa dello stato dei frammenti, ci vorrà tempo per decifrare correttamente i contenuti. Tutti noi siamo veramente elettrizzati all’idea di scoprire di più sui frammenti e quali nuove informazioni potrebbero contenere”.

Leah Tether

Gli archivi sono comunemente considerati luoghi noiosi e soporiferi, pieni di libri che nessuno, fatta eccezione per i topi da biblioteca, vorrebbe leggere o analizzare. Tuttavia, la loro esistenza è per noi fondamentale: essi sono lo scrigno in cui i saperi dell’umanità sono gelosamente custoditi, e i teatri di straordinarie scoperte, come il ritrovamento dei nuovi manoscritti dimostra.

Fonte: www.bristol.ac.uk

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Riguardo l'autore

Martina Marzo

Martina Marzo

Classicista disperata. Il suo amore per le parole l'ha portata a scontrarsi con le anime inclementi del latino e del greco. Tuttavia, mille altre volte s'incamminerebbe nei profondi abissi delle materie umanistiche. Ama trascorrere il tempo libero in compagnia degli amici libri, in lunghe passeggiate a cavallo, ascoltando qualsiasi tipo di musica (ma preferisce i Coldplay). Adora gli aforismi e le citazioni.

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