Cultura

Uno, nessuno, cento dei. Tu chi sei? L’educazione alle religioni.

Uno, nessuno, cento dei. Tu chi sei? L'educazione alle religioni.
Foto: uaar.it

Uno, nessuno, cento dei, tu chi sei? L’educazione alle religioni, al rispetto della libertà religiosa propria e altrui finisce dentro le pagine di un libro per essere letto, masticato, compreso dai giganti del domani: le bambine e i bambini.

È un progetto inusuale, coraggioso che arriva direttamente dal cuore e da menti visionarie. Quelle di mamme, insegnanti ed educatrici che rispondono alle tante domande curiose, pungenti dei figli-alunni. L’educazione alle religioni prende la forma delle filastrocche, rime e colori per poterle narrare, far divertire i piccoli in un contesto di pluralismo e libertà. Profuma di passione e diritti, e poi di mescolanza e inclusione. È un libro coraggioso che nasce dall’unione di tre donne emiliane Giulia Guerra, Federica Verrillo e Francesca Guccini.

Il libro propone, dopo una breve descrizione di ogni religione, un laboratorio pratico. Dalla preparazione del pane azzimo, del pane lievitato, fino all’esecuzione di alcuni gesti meditativi tipici del buddhismo.

C’è posto per tutti, tante sono le religioni trattate, dal cristianesimo fino all’Islam, dall’Indù fino a trattare anche dell’ateismo.

Francesca e Federica hanno incontrato i capi spirituali di tutte le principali religioni presenti in Italia e dalla loro magica collaborazione è nato un connubio tra la ricerca teorica e la pratica religiosa quotidiana. Poi Giulia ha trasformato il lavoro in bellissime illustrazioni in modo da rendere il tema più fruibile dai bimbi.

In un periodo buio, controverso, dove parlare di religione nelle classi, a bambini e bambine può addirittura diventare tabù, ci pensano tre donne a riportare il tema a galla. Lo fanno con quella semplicità del narrare una fiaba con i propri figli sulle ginocchia a pendere dalle parole della propria mamma. E l’idea di scrivere “Uno, Nessuno, Cento dei, tu chi sei?” nasce proprio dalla necessità di Francesca di spiegare a sua figlia Vera le religioni, in quanto -assieme al suo compagno- ha scelto di non farle prendere alcun sacramento che lei stessa non avrebbe compreso.

Le autrici hanno scelto un tema da cui far nascere un seme e un progetto, e hanno colto da qui un bisogno specifico di mamma. “Inoltre, da insegnanti quali siamo, sappiamo quanto il tema spaventi. Per questo era per noi importante renderlo condivisibile trasmettendolo in maniera semplice, rassicurante e fruibile sia dai piccoli lettori che da adulti curiosi che li possono aiutare durante la lettura” – raccontano.

Il libro Uno, nessuno, cento dei. Tu chi sei? è infatti destinato al piccolo pubblico, in particolare parla ai bimbi e alle bimbe dai 3 agli 8 anni.

Tanti sono però i genitori e gli insegnanti che ringraziano le autrici. Il testo è capace di arrivare anche ai più grandi perché considerato formativo.

È un libro che lancia un messaggio autentico, quello da ritrovare anche negli articoli della Dichiarazione dei diritti del Fanciullo: il diritto dei minori all’autodeterminazione. Il diritto a ricevere un’educazione che consenta di sviluppare le sue facoltà, il suo giudizio personale e il suo senso di responsabilità morale e sociale. E le autrici di “Uno, Nessuno, Cento Dei, tu chi sei?” lo vogliono proprio sottolineare. Seppur consapevoli di come sia “davvero difficile trovare un bambino che non abbia salde strutture mentali o ideologie dettate dai famigliari o dal web”.

I docenti, di ogni grado, devono perciò il più possibile cercare di far sentire i bambini, ragazzi liberi di esprimere i propri bisogni.

“Devono essere liberi di chiarire qualsiasi dubbio e di prendere le posizioni in cui più  si rispecchiano” – spiegano. E ancora: “è fondamentale educare senza dare giudizi, ciò deve essere la base dello stare insieme, potendo raccontare le proprie scelte e confrontandosi sulle diverse identità culturali”.

I laboratori che chiudono ogni carta d’identità dedicata alle varie religioni sono stati messi in pratica prima con la piccola Vera, poi con gli alunni delle autrici e infine nelle varie presentazioni del libro. “Le risposte sono sempre state positive, negli occhi dei bambini abbiamo trovato curiosità e voglia di condivisione, oltre alla disponibilità del “fare” per apprendere. Dal Salone del Libro di Torino 2018 ad oggi ne abbiamo vissute tante e a breve ricominceremo a presentare “Uno, nessuno, cento dei. Tu chi sei?” ed ad organizzare altri laboratori, per rendere sempre più coinvolgente e unico questo nostro lavoro”.

In un futuro dai contorni molto incerti, dove i diritti e le libertà sembrano essere nuovamente bombardati, è necessario lanciare speranze di un vivere quotidiano più democratico. Occorre lasciarle proprio nelle mani di chi il futuro lo dovrà mettere nelle scarpe e camminarci con esso.

Così le autrici hanno fatto un viaggio folle, strano sicuramente.

Poi però hanno preso per mano i loro bambini. E con Vera capofila, li hanno condotti su una strada di rispetto delle diversità, dove fiorisce la contaminazione. Aprire le menti è il loro obiettivo, coinvolgere i bimbi e farli sorridere e incuriosire. È un libro-ponte, come quelli che vanno costruiti di fronte ai tanti muri, alle frontiere di razzismo che dilagano.

Alla domanda “da educatrici ed insegnanti cosa vi aspettate?”. Loro rispondono: “Meglio scrivere cosa speriamo per il futuro: pace nel mondo, fratellanza, apertura, debito annullato, rispetto reciproco, libertà di pensiero e tanto altro, perché siamo di natura ottimiste e ci piace sognare”.

Uno, Nessuno, Cento dei, Tu chi sei? è l’inizio. Di cosa? Lo spiegano le stesse autrici. “Per una potenziale accettazione dell’altro, per una riflessione più generale sulla società che è cambiata e che tutt’ora sta cambiando, per aprire ponti tra le culture e per far capire fin dalla tenera età che la diversità dà la possibilità di guardare il mondo con altri occhi e ci amplia le prospettive, arricchendoci”.

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