Al civico 167 di via Emilia a Imola, apre Etico, un temporary shop di moda etica e consapevole.

Lo storico bar Bacchilega chiude i battenti e al suo posto, dopo anni dalla chiusura, un gruppo di giovani volontari chiede e ottiene in via temporanea la concessione dei suoi spazi per l’avvio di Etico.

Sguardo lucido e lungimirante verso il futuro, Etico, il negozio imperfetto, nasce dalla collaborazione di tre realtà già impegnate sul territorio: le associazioni Libera, San Cassiano e la cooperativa sociale Officina Immaginata.

L’obiettivo è creare consapevolezza e coscienza, vista la scarsa sensibilità per tematiche quali quella ambientale ed etica nel settore della moda.

L’industria tessile, infatti, seconda solo a quella petrolifera, raggiunge tassi di inquinamento tra i più elevati a livello mondiale. Il settore della moda nasconde i fumi neri sotto a un tappeto di sorrisi e pubblicità. “È la sede in cui la violazione dei diritti umani è ormai prassi, insieme alla noncuranza della salubrità ambientale e del prodotto finito”, dichiara Anna Cavina, di Officina Immaginata.

Coniugare qualità, sostenibilità con raffinatezza e buon gusto, si può. E lo scopo a Imola è stato largamente conseguito grazie anche alla collaborazione di Progetto Quid. Parola breve, concisa ed essenziale.

Esso viene alla luce nel 2012 a Verona, sperimentando e poi centrando pienamente lo scopo, ossia  il reinserimento lavorativo di donne in difficoltà. Come? Vengono recuperate le eccedenze di produzione delle grandi industrie tessili e dei più famosi brand, altrimenti inutilizzati e buttati via creandone nuovi abiti. Ai pezzi di stoffa viene data un’altra possibilità, proprio come a chi ne realizza nuove maglie, e camicie: ex detenuti, vittime di tratta e di violenza.

Chi acquista il capo conosce dal suo prezzo il valore del lavoro e del tempo necessario per realizzarlo.

A Etico quei tessuti imperfetti, inadeguati per il mercato della moda, vengono riparati, perfezionati o rivoluzionati dalla creatività di Dosso, il sarto migrante, stipendiato regolarmente.

Quello che ha spinto giovani volontari a impegnarsi attivamente nel progetto lo spiega con orgoglio Anna Martelli: “E’ la convinzione che una goccia nell’oceano, anche se piccola, può fare la differenza”.

Ed Etico per Imola ha fatto la differenza. Lo dimostra il successo ottenuto, tanto da spingere l’amministrazione a rinnovare il contratto di concessione degli spazi utilizzati fino al 25 Giugno prossimo.

Lo dimostrano il sorriso fiero delle giovani commesse volontarie,  Margherita e Anna. E lo dimostra quello di chi acquista un abito e contribuisce a migliorare le aspettative del pianeta e far ri-nascere una terra equa e sostenibile.

Vuoi ricevere anche tu le buone notizie di epeira.it? Unisciti agli altri 1.126 iscritti. Ti manderemo una mail a settimana con una accurata selezione di buone notizie.

Riguardo l'autore

Giovanna Nuzzo

Giovanna Nuzzo

Vent'anni, radici nel Salento ma trasferita a Bologna dove studia per diventare giornalista. E' impegnata nel volontariato da quando aveva quattordici anni con un'associazione locale. Da qualche anno insegna italiano in una scuola per migranti e rifugiati politici di Bologna. Vive di passi, viaggi e sorrisi. Con il cuore a Sud, sogna di tornare nel suo paese e vivere di quello che sarà il suo lavoro.

Scrivi un Commento

due × due =