Il colosso svedese Ikea ha assunto il robot Vera per tenere i colloqui di lavoro.

Vera, realizzata nel 2017 da una startup russa, è il primo robot ideato per effettuare il primo colloquio conoscitivo e ora è stato adottato dall’azienda Ikea, negli Stati Uniti.

Al momento è in grado di parlare solo in inglese ed in russo e può adottare un timbro di voce maschile o femminile. E’ in grado inoltre di rispondere alle domande con una precisione dell’82% e infine può contattare i candidati e condurre delle interviste telefonicamente o tramite collegamento video.

Il processo inizia nel momento in cui le aziende forniscono a Vera la descrizione del lavoro richiesto insieme ad un lista di domande atte a rintracciare i dipendenti adatti. Il robot esamina in diretta i curriculum che ricava da siti per trovare lavoro come CareerBuilder, Superjob e Avito, assicurandosi che abbiano i requisiti richiesti.

Infine chiama i candidati idonei e ripete a ciascuno la medesima domanda: “Ciao, mi chiamo Vera e sono un robot. Stai ancora cercando lavoro?“. Se la risposta è affermativa, il robot continua l’intervista al telefono o tramite collegamento video.

Ogni intervista dura, in media, 8 minuti, e il robot Vera può condurre circa 1500 colloqui al giorno.

Ogni anno riceviamo migliaia di curriculum da persone disposte a lavorare presso Ikea Retail Russia. – ha dichiarato Daniela Rogosic, portavoce della prestigiosa azienda – “La selezione iniziale è un lavoro molto vasto che richiede risorse di tempo significative dai nostri specialisti. Questo è stato ciò che ci ha spinti verso l’idea di provare il nuovo tipo di approccio e l’utilizzo del robot Vera”.

Il principale obiettivo del robot è di far risparmiare tempo ai responsabili del colosso svedese. Essi infatti devono effettuare solitamente centinaia di chiamate per ottenere circa 20 candidati idonei. Molti di essi poi, nel momento in cui vengono contattati dall’azienda, hanno già trovato un altro impiego oppure non sono più interessati a quella occupazione.

Alexei Kostarev, uno dei padri putativi del robot Vera, si ritiene sorpreso che i candidati riescano ad intrattenere delle interviste scorrevoli con il robot. Chiarisce tuttavia che, dopo aver effettuato il primo colloquio conoscitivo, la decisione finale spetta sempre agli umani.

Perché per quanto un robot possa agevolare il lavoro di routine e far risparmiare tempo, il nostro modo di pensare resta sempre più efficace di qualunque macchina.

Vuoi ricevere anche tu le buone notizie di epeira.it? Unisciti agli altri 144 iscritti. Ti manderemo una mail a settimana con una accurata selezione di buone notizie.

Riguardo l'autore

Mariarosaria Guido

Mariarosaria Guido

Ventunenne, appassionata di musica, arte e ancor prima della scrittura. Ha studiato violino per circa dieci anni e si è diplomata al Liceo Artistico. Vanta numerose partecipazioni e qualche vittoria in altrettanti concorsi di poesia. "I sogni camminano" è il suo romanzo d'esordio nel 2019. Le piace indagare e approfondire senza fermarsi alle apparenze, stare all’aria aperta e preferisce il vintage al post-modernismo.

Scrivi un Commento

5 × 5 =