A quanto pare gli utenti che sono in possesso di uno smartphone Huawei, possono dormire sonni tranquilli. L’azienda infatti, continua ad aggiornare e supportare tutti i dispositivi usciti prima del ban da parte di Donald Trump.

Molti, se non tutti, dopo l’annuncio da parte degli Stati Uniti, dell’inserimento di Huawei nella lista nera americana, hanno temuto il peggio. Infatti, essere presente in questa speciale lista, può comportare seri problemi. Come molti sanno, gli smartphone di casa Huawei, e di conseguenza Honor (brand appartenente alla stessa famiglia), rischiano di scomparire del tutto, dal mercato europeo. Il problema alla base, è Google con i suoi servizi ed il suo sistema operativo.

Google è un’azienda Americana, pertanto deve sottostare alle leggi del proprio stato, ed è per questo motivo che ha revocato l’utilizzo dei propri servizi a Huawei. Per l’azienda cinese, questo non è un grosso problema, per quanto concerne il suo mercato interno, dove gli smartphone sono completamente privi di servizi Google a causa di leggi interne. Per quanto riguarda invece il mercato occidentale, più precisamente quello europeo, i problemi che si creano a causa del ban, sono devastanti.

Huawei, è il secondo produttore dopo Samsung nel mercato Android.

Sparire dal mercato europeo, è una perdita pesantissima sia per Huawei, che per l’utente. L’azienda cinese detiene il 15% del mercato globale Android. Ora guardando questi dati, la decisione presa dal presidente Trump, ha delle ripercussioni sul mercato, devastanti. Tantissima gente, sceglie ogni giorno di utilizzare un dispositivo Huawei, aumentando di fatto il numero di smartphone attivati.

Nonostante la deroga di 90 giorni ricevuta, Huawei deve presto trovare una soluzione. Uno smartphone senza servizi Google, senza l’amato Play Store (servizio da cui si installano le applicazioni su uno smartphone), diventa totalmente inutile.

La preoccupazione degli utenti però riguarda esclusivamente gli smartphone già acquistati.

Si teme infatti, di dover dire addio al proprio smartphone Huawei e/o Honor, acquistato prima del ban. In realtà Google e Huawei, fanno sapere che gli utenti non subiranno nessuna perdita economica.

Gli smartphone, prodotti e distribuiti dall’azienda cinese prima del ban, non perdono alcun servizio Google come, Play Store, Gmail, Gmaps ecc… . In oltre continueranno a ricevere gli aggiornamenti mensili di sicurezza distribuiti dalla stessa Google. Potete leggere il comunicato nel link, che l’azienda ha deciso per l’Italia di diramare tramite la Rai qui.

Da questo punto di vista sia Huawei, sia Honor, hanno già iniziato a rilasciare nuovi aggiornamenti, per quanto riguarda il lato sicurezza, rispettando quindi l’utente e i soldi investiti da quest’ultimo.

La tempestività con cui reagisce l’azienda cinese, mantenendo il supporto dei “vecchi dispositivi”, tranquillizza e non poco, l’utente. Questa è un’ottima notizia, ma non finisce qui.

Huawei, è un possibile nuovo sistema operativo.

Le sorprese, innescate dal ban ricevuto da Huawei, possono non finire qui. L’azienda infatti può sfruttare l’accaduto, per presentare un’alternativa al mondo Android, e al costoso mondo Apple. Il sistema operativo proprietario, si vocifera, sia già pronto, ma non si sa ancora se distribuirlo sui dispositivi già attivati, oppure aspettare e presentarlo con nuovi smartphone più in la.

Infine, le buone notizie risultano essere più di una.

Innanzitutto, stranamente l’utente viene preso in considerazione, con l’azienda che si mobilità nel tutelarlo, permettendo magari anche di farlo risparmiare, evitando l’acquisto di un nuovo smartphone nell’immediato.

In oltre potrebbe arrivare una ventata d’aria fresca, con il sistema operativo di proprietà Huawei, che darebbe più opportunità di scelta all’utente finale, al momento dell’acquisto.

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Riguardo l'autore

Daniele D'Amato

Daniele D'Amato

Direttore Responsabile. Giornalista, fotografo e insegnante; lauree in Scienze della Comunicazione e in Sociologia e Ricerca Sociale; masters in DSA e in ADHD. Fondatore e Presidente dell’associazione fotografica Photosintesi per 10 anni; fondatore e direttore editoriale della testata fotografica IVISIVI; Amministratore dello studio fotografico Comunickare; Collaboratore di “Fotografia Reflex”; docente di Linguistica delle immagini e Metodologia del Portfolio nelle scuole di fotografia; fondatore e Presidente del Collettivo Fotografico Xima.

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