Salute

Coppia di medici offre il proprio aiuto in Tanzania

Coppia di medici offre il proprio aiuto in Tanzania
Foto: romasette.it

Da due anni una coppia di medici si è trasferita in Tanzania per offrire il proprio aiuto alla popolazione.

Hanno compiuto una scelta difficile.

L’internista ed ematologo Giovanni Torelli e sua moglie Alessandra, anestesista, lavorano all’Ospedale Pediatrico Umberto I di Roma. Ma nel 2016 danno una svolta importante e radicale alla loro vita. Insieme ai loro figli, Viola (11 anni), Luca (9), Pietro (7) e Marco (3), partono verso la Tanzania. Il loro più grande desiderio è offrire il loro contributo medico alla popolazione.

Realizzano un sogno dopo tanti anni.

Durante il loro periodo di specializzazione, avevano frequentato i corsi di formazione organizzati dall’associazione Medici con l’Africa-Cuamm. “Il nostro desiderio era di occuparci di diritto alla salute in un posto dove questo non solo non è garantito, ma neppure si sa che esiste”, racconta Giovanni e spiega le sue prime difficoltà. “La cosa più difficile in realtà è stata l’impatto con l’ospedale, anche perché ti rendi immediatamente conto di quante opportunità diagnostiche e terapeutiche abbiamo nelle nostre corsie. Io e Alessandra abbiamo sempre lavorato in un ospedale universitario di grande livello e qui spesso non hai a disposizione il farmaco che potrebbe essere determinante per salvare una vita”.

La loro scelta ha inevitabilmente coinvolto la loro famiglia.

Non è stato semplice abituare i figli alla loro scelta. “Quella che forse ha faticato di più è stata Viola, che è la maggiore e aveva già amicizie e rapporti cimentati, – dice Giovanni. – Però poi anche lei è stata contenta. I due piccoli ormai sembrano più africani che italiani. Luca e Pietro giocano in una piccola squadra di basket e stando con i compagni hanno imparato la lingua del posto meglio di noi che abbiamo cercato di impararla facendo corsi su corsi”.

La coppia esprime il proprio parere sulla situazione nel nostro Paese riguardo i migranti.

Per due anni hanno toccato con mano i problemi nel continente africano. Per questo comprendono le necessità della popolazione locale. “La mia impressione è che ci sia in molte persone una paura ingiustificata dell’Africa, – dichiara Torelli. – Anche qui vediamo tante persone fuggite da situazioni di grave povertà e oggettivamente insostenibili. Ma resterebbero se la situazione fosse diversa. Per questo noi possiamo essere utili a costruire con loro un futuro per la loro terra e i loro figli”.

Giovanni e Alessandra sostengono un’importante causa.

Nell’ospedale di Tosamaganga in cui lavorano collaborano al progetto Prima le mamme e i bambini. L’obiettivo di questa iniziativa è combattere la piaga della malnutrizione. “Siamo entrati nella seconda fase quinquennale – spiega Giovanni. – Complessivamente assicuriamo il parto gratuito, la presenza costante di un ginecologo e poi seguiamo i bambini fino a 5 anni di vita con un pediatra. Aiutiamo le mamme nella fase dell’allattamento al seno e poi dello svezzamento”.

Torelli lavora con una dottoressa tanzaniana, direttrice sanitaria dell’ospedale. Insieme affrontano ogni giorno i vari problemi della popolazione. “Il problema di fondo è che in Tanzania la sanità è pubblica ma a pagamento e qui la gente non può permettersi neppure due dollari per il trattamento della malaria. La scommessa è contribuire a sviluppare un sistema sostenibile, ma anche la parte affascinante di questa avventura”.

La Tanzania ha cambiato le loro vite.

Giovanni e Alessandra amano il loro lavoro. La loro attività è fatta di alti e bassi ma affrontano tutto con coraggio. Hanno imparato che gli africani non pianificano il loro futuro a causa delle loro problematiche che fronteggiano quotidianamente. Così anche loro lavorano serenamente, prendendo ogni esperienza così come viene. E intanto condividono il loro lavoro con i figli, per trasmettere loro questa grande passione.

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