Salute

Donna in coma reagisce positivamente alla pet therapy

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Nella struttura San Cataldo di Santa Maria al Colle, una donna in coma da 8 mesi reagisce alla pet therapy e tocca il labrador con la mano.

Nel lucchese, la RSA Arcobaleno ha il modulo stati vegetativi al cui interno è ricoverata una donna in coma da 8 mesi e ospite della struttura da 5. La felice vicenda fa riferimento alla fine del mese scorso, quando la presenza di un bellissimo esemplare di labrador ha dato vita a un gesto che ha ridato speranza ai parenti della donna e a tutto lo staff medico.

La cooperativa la salute aveva organizzato, insieme all’associazione Val di Flora,  una giornata dedicata alla pet therapy. L’educatrice del labrador, dopo aver chiesto il consenso alla famiglia, ha portato il cane nella stanza dove la donna era ricoverata. Messo il cane di fianco alla paziente e dato alcuni comandi vocali, la reazione della donna è stata commovente.

Infatti la paziente ha mosso la mano verso il cane. A quel punto è stata aiutata ad accarezzarlo e dopo aver avuto quella esperienza tattile, la donna ha assunto un’espressione facciale distesa come di rilassamento.

Naturalmente per operatori e familiari il momento è stato molto commovente perché significava che l’ospite della struttura stava iniziando ad avere di nuovo contatti con il mondo esterno. Dato che l’esperienza è stata positiva, la prova con il labrador verrà effettuata nuovamente nei giorni a venire. L’episodio ha portato i medici a effettuare un percorso di riabilitazione intensiva sulla donna, nella speranza che il risveglio possa avvenire quanto prima.

L’episodio è stato anche un momento di gratificazione per il personale della struttura e per gli operatori della cooperativa e dell’associazione lucchese.

Essi infatti operano nella struttura polivalente di San Cataldo e si occupano degli utenti dell’hospice, della RSA arcobaleno, del modulo stati vegetativi e del modulo per disturbi cognitivi comportamentali RSD.

Quello della pet therapy è un percorso inserito in un progetto più grande di umanizzazione delle cure. Prevede non solo una malattia da curare, ma soprattutto una persona da assistere e considerare nella sua totalità. Queste infatti hanno necessità quotidiane anche dell’ambito psicologico e socio-relazionale.

Inutile dire che in questi progetti si adottano tutti gli accorgimenti igienici e sanitari. Si utilizzano solo cani idonei in funzione di specifici requisiti comportamentali e sanitari. E’ scientificamente dimostrato che l’affetto di questi animali rilascia endorfine e induce l’organismo alla calma e alla serenità.

Accarezzare il labrador vuol dire per alcuni pazienti contatto fisico certo, ma soprattutto quel lasciarsi andare alla tenerezza che pochi sanno comprendere a fondo.

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