Salute

Paola Saccomandi cura il tumore pancreatico al Politecnico di Milano

Foto: telenord.it

Paola Saccomandi è una scienziata di 31 anni, premiata per la sua ricerca svolta al Politecnico di Milano. La sua ricerca consisteva nel trovare un modo per curare in modo non invasivo il tumore pancreatico. Si è impegnata molto e ci è riuscita.

Ha ricevuto un milione e mezzo di euro per il suo progetto Laser Optimal, che le sono stati dati tramite il prestigioso premio Grant European Research Council.

Insieme al suo team, svilupperà questa tecnologia al Politecnico di Milano.

Una vera e propria piattaforma terapeutica per rimuovere le forme localizzate di tumore al pancreas, senza creare danno ai tessuti e alle strutture anatomiche circostanti. Questo permetterà di agire sulla forma tumorale tenendo conto dei parametri specifici del singolo paziente. Si attuerà quindi una terapia fatta “su misura”, ovvero specifica e diversa da persona a persona.

Un altro vantaggio del Laser Optimal sarà la sua applicabilità. Potrà cioè essere applicato anche ai pazienti che non possono essere sottoposti all’intervento chirurgico tradizionale.

Il progetto di Paola Saccomandi e della sua equipe del Politecnico di Milano è stato studiato in modo molto preciso e accurato.

Esso, infatti, si avvale di modelli matematici per assicurare l’efficacia dei trattamenti proposti. Si affida alle nanotecnologie che consentono di limitare il danno termico del laser al solo tumore. Si evita, in questo modo, di andare a toccare i tessuti sani.

Il progetto dunque è una cura potenzialmente alternativa alla pratica chirurgica. La scienziata, per realizzare nel migliore dei modi la sua idea, conta sull’aiuto di molti enti. Il laboratorio di misure e strumentazione, l’Unità di endoscopia digestiva del Campus bio-medico del Policlinico Gemelli di Roma, l’IHU di Strasburgo e il Beckman Research Institute of the City of Hope di Duarte, in California.

Ho scelto  di fare la scienziata. Ho scelto Milano

Fin dall’età infantile, sapeva che avrebbe fatto l’ingegnere biomedico. La sua era una passione forte e vera. Oggi, rientrata dalla Francia, è anche diventata professoressa associata al Politecnico di Milano.

Afferma di aver scelto di tornare in Italia grazie alle politiche eccezionali del Politecnico. Sta lavorando bene per attirare nuovi ricercatori per non essere da sola. Dopo aver ottenuto l’abilitazione scientifica nazionale, è rientrata in Italia grazie al suo progetto di ricerca. Il Grant ERC va al ricercatore, se lo vinci puoi scegliere dove investire in Europa. E lei ha scelto di farlo al Politecnico di Milano.

Inoltre Paola ha avuto il supporto di un ulteriore progetto finanziato da Fondazione Cariplo e Regione Lombardia per 400 mila euro. Questo sostiene il ricercatore che rientra anche per fare in modo che i risultati della ricerca possano essere spesi sul territorio lombardo.

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