Taglia i nastri e prende il via dal Salento il primo progetto sperimentale pugliese Resilienza a domicilio.

Promosso dall’associazione 2HE, prevede la creazione di una équipe di psicoterapeuti che presteranno servizio gratuito a 10 nuclei familiari colpiti dalla SLA.

Tutte donne, giovanissime e psicoterapeute di diverso orientamento. Sono loro le 10 professioniste selezionate tramite un apposito percorso, tra i 46 partecipanti al bando per il nuovo progetto sperimentale pugliese “Resilienza a Domicilio – sostegno psicologico per le famiglie colpite dalla SLA”. Realizzato dall’associazione salentina 2HE, l’ambizioso percorso rientra nell’ambito del più ampio progetto nazionale “Io Posso”, nato quattro anni fa in occasione della nascita de la Terrazza “Tutti al mare!” di San Foca.

“Resilienza a Domicilio” ha lo scopo di sperimentare una moderna assistenza a domicilio presso un campione di famiglie residenti nella provincia leccese, e successivamente diffondere tra gli psicoterapeuti le migliori pratiche di assistenza. Avrà una durata di dodici mesi e partirà proprio da un’analisi diretta della qualità di vita e dei bisogni dei malati di SLA e dei loro familiari.

È così che Resilienza a Domicilio vuole divenire un vero e proprio sistema di sostegno innovativo, ma soprattutto inclusivo.

Oltre al peso della malattia occorre, infatti, affrontare tutti i vincoli logistici che ne derivano e le difficoltà a raggiungere i centri ASL, spesso molto lontani. È per questo che il progetto intende raggiungere due obiettivi principali: ripensare i luoghi predisposti al sostegno e formare gli specialisti per un’assistenza a domicilio. Ma non solo. “Resistenza a Domicilio” intende generare empowerment di comunità sul tema, per combattere e annullare pregiudizi.

Per questo, lo scorso 16 ottobre sono partiti i seminari di specializzazione, formativi e informativi, per gli psicoterapeuti selezionati. Un training di 40 ore complessive, incentrato sulla gestione e sulla conoscenza delle peculiarità del paziente affetto da SLA. La formazione viene effettuata da psicoterapeuti con esperienza nei maggiori centri clinici ed enti che trattano la patologia, tra cui Nemo di Roma e ASLA di Padova. Durante la formazione verranno, poi, selezionati i tre professionisti che comporranno di fatto l’équipe. È invece online il secondo bando promosso da “Resilienza a Domicilio”, rivolto alle famiglie che vorrebbero candidarsi per ricevere supporto.

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Riguardo l'autore

Giovanna Nuzzo

Giovanna Nuzzo

Vent'anni, radici nel Salento ma trasferita a Bologna dove studia per diventare giornalista. E' impegnata nel volontariato da quando aveva quattordici anni con un'associazione locale. Da qualche anno insegna italiano in una scuola per migranti e rifugiati politici di Bologna. Vive di passi, viaggi e sorrisi. Con il cuore a Sud, sogna di tornare nel suo paese e vivere di quello che sarà il suo lavoro.

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