Hai spesso voglia di cibi grassi? La scienza ha appena scoperto un trucco da 2 minuti per tenerla a bada.

Secondo la ricerca, mentre una breve esposizione all’odore di cibi grassi può stimolare l’appetito, rendendoci più inclini a consumare cibi poco salutari, l’esposizione prolungata allo stesso odore, sembra funzionare come deterrente. La scoperta può rappresentare un nuovo modo per controllare la propria dieta, magari anche più efficiente rispetto a quelli attualmente presenti.

Risolto il problema della dieta proprio grazie ai cibi grassi.

I ricercatori sospettano che l’effetto sia dovuto al fatto che l’esposizione prolungata all’odore possa attivare una ricompensa nel cervello, lasciandosi dietro una sensazione di soddisfazione. Un po’ come se avessi mangiato lo stesso, ma senza averlo fatto realmente.

Secondo un ricercatore, l’odore ambientale potrebbe essere un modo molto potente per controllare le scelte alimentari dei bambini, in quanto, stimoli sensoriali leggeri, sono più efficaci rispetto a delle regole restrittive. Immaginate ad esempio questo meccanismo in atto in una mensa scolastica, oppure in un supermercato. Le possibilità sono davvero tante: basterebbe usare un nebulizzatore per spargere odore di pizza, fragole, biscotti o mele.

I ricercatori hanno scoperto che gli odori di cibi grassi e meno salutari rendono le persone più propense a scegliere cibi salutari.

In una mensa scolastica negli Stati Uniti, dove 900 bambini si sono fermati a pranzare, il numero di cibi poco salutari scelti è sceso al 21.34% con l’odore di pizza. Con l’odore di mela si è ottenuto il 36.96% e senza odori il 36.54%.

Test successivi in laboratorio hanno concordato con le scoperte precedenti e hanno inoltre determinato che l’esposizione breve all’odore ha l’effetto opposto. I partecipanti che hanno annusato l’odore di biscotti brevemente erano il doppio più propensi a scegliere cibi poco salutari, rispetto a quelli che hanno annusato lo stesso odore per due minuti.

Secondo i ricercatori, potrebbe darsi che il cervello non distingua la sorgente del piacere sensoriale, anche se questa è solo un’ipotesi, che tuttavia combacia con le ricerche precedenti che sostengono che sensi differenti possono influenzarsi e che olfatto e gusto sono strettamente collegati.

Fonte: Journals.sagepub.com

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Riguardo l'autore

Luca D'Amato

Luca D'Amato

Studia informatica all'Università. E’ un geek, un’amante della conoscenza, e una persona molto curiosa fin dalla nascita. Ha un concetto tutto suo di equilibrio e nonostante si reputi una persona creativa rimane molto razionale, a volte fin troppo. Gli piace trasformare le cose banali in cose nuove e approcciarsi ai problemi con idee originali. Amante della musica metal, segue con interesse gli argomenti scientifici di tutti i tipi.

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