La diciottenne della Florida Deanna Recktenwald può dire di essere stata salvata dal suo Apple Watch che porta sempre al polso.

L’epoca in cui viviamo è quella della tecnologia e pensare che quest’ultima sia nociva per la nostra salute è, almeno in questo caso, totalmente sbagliato.

Una domenica mattina la ragazza americana, proveniente da Tampa Bay, era in chiesa con la sua famiglia, quando è arrivata una notifica dal suo Apple Watch, che registrava frequenza cardiaca pari a 190 battiti al minuto. Il battito della ragazza erano notevolmente più alto del solito, tenendo conto che era a totale riposo e non era sottoposta a nessun tipo di attività fisica. Subito dopo la prima notifica, ne arriva una seconda e la ragazza inizia ad avvertire un forte mal di testa e difficoltà respiratorie.

Deanna a questo punto avvisa la madre che le è accanto ed essa la porta subito in ospedale. La madre infatti è un’infermiera che lavora in una struttura appena fuori città e si allarma subito per i sintomi accusati dalla figlia. La ragazza arrivata in ospedale viene subito sottoposta a vari test e i medici si accorgono che soffre di una malattia renale cronica.

Infatti, i reni di Deanna funzionano solo al 20% delle loro totali capacità e questa situazione è peggiorata nel tempo perché non è stata tenuta sotto controllo. I medici hanno già programmato un futuro trapianto di reni per la ragazza che resta in cura fino al trapianto.

La mamma di Deanna ha voluto ringraziare il CEO di Apple, Tim Cook, per aver salvato la vita di sua figlia. Infatti ha scritto: “Se non fosse stato per l’Apple Watch a segnalarci una variazione della sua frequenza cardiaca, non avremmo scoperto il problema ai reni. Sinceramente sento che il vostro Apple Watch ha salvato la vita di mia figlia”.

La vicenda si è poi conclusa con l’intervento dello stesso Tim Cook che ha detto che proprio le storie come quella di Deanna ispirano le persone come lui a sognare in grande e a dare il meglio di sé.

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Riguardo l'autore

Daniele D'Amato

Direttore Responsabile. Giornalista, fotografo e insegnante; lauree in Scienze della Comunicazione e in Sociologia e Ricerca Sociale; masters in DSA e in ADHD. Fondatore e Presidente dell’associazione fotografica Photosintesi per 10 anni; fondatore e direttore editoriale della testata fotografica IVISIVI; Amministratore dello studio fotografico Comunickare; Collaboratore di “Fotografia Reflex”; docente di Linguistica delle immagini e Metodologia del Portfolio nelle scuole di fotografia; fondatore e Presidente del Collettivo Fotografico Xima.

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