Il diabete tipo 1 è aumentato in tutto il mondo. In Australia, tuttavia, sembra star diminuendo. Per la prima volta dal 1980, il numero di bambini australiani diagnosticati con questa condizione autoimmune ha iniziato a scendere e potrebbe avere a che fare con l’impressionante programma di immunizzazione del paese.

Una nuove ricerche hanno mostrato che il curioso declino del diabete tipo 1 è iniziato subito dopo l’introduzione del vaccino orale per rotavirus, incoraggiando una nicchia esistita per circa due decenni.

“Benché non sia conclusivo, il nostro ultimo studio suggerisce che la prevenzione del rotavirus negli infanti Australiani tramite vaccinazione potrebbe anche ridurre il rischio di diabete tipo 1 in alcuni di essi a rischio genetico.” dice l’autore.

Questa curiosa correlazione è stata inizialmente scoperta dal team di ricercatori giusto prima della svolta del secolo, quando hanno notato che i segnali immunitari nel diabete tipo 1 (T1D) sembravano notevolmente simili all’infezione rotavirus (RV).

Da quel momento, gli scienziati hanno scoperto che l’infezione RV può attivare un’attacco immunitario alle cellule pancreatiche, responsabili della produzione di insulina, le cellule responsabili del controllo del livello glicemico di una persona, ed uno dei fattori chiave nel diabete.

Quando i due vaccini orali RV sono stati introdotti nel programma di immunizzazione nazionale Australiano, ha presentato un’ottima opportunità per ulteriori ricerche. Utilizzando dati accessibili pubblicamente, i ricercatori hanno comparato l’incidenza del T1D otto anni prima e otto anni dopo questo cambiamento.

Le scoperte, suggeriscono che il RV potrebbe avere a che fare con la situazione molto più di quanto ci aspettassimo. Questo vaccino, ha il potenziale di salvare milioni di bambini da solo, da una forma potenzialmente fatale di diarrea.

Potrebbe tenere lontano anche lo sviluppo del diabete tipo 1?

Sicuramente è una possibilità. Negli anni successivi all’introduzione del programma in Australia, un periodo in cui la copertura stimata era all’84%, l’incidenza del T1D è scesa del 14% nei bambini dai 0 ai 4 anni.

Morale? Vaccinarsi spesso fa più bene che non farlo. Non si sa mai quali altri rischi si possono evitare.

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Riguardo l'autore

Luca D'Amato

Luca D'Amato

Studia informatica all'Università. E’ un geek, un’amante della conoscenza, e una persona molto curiosa fin dalla nascita. Ha un concetto tutto suo di equilibrio e nonostante si reputi una persona creativa rimane molto razionale, a volte fin troppo. Gli piace trasformare le cose banali in cose nuove e approcciarsi ai problemi con idee originali. Amante della musica metal, segue con interesse gli argomenti scientifici di tutti i tipi.

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