Salute

Una nuova molecola contro il raffreddore comune

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Nel 2018 il raffreddore comune è ancora straordinariamente presente nelle nostre vite, ma la situazione potrebbe presto cambiare grazie a una nuova molecola.

Gli scienziati nel Regno Unito dell’Imperial College of London hanno sviluppato una molecola che impedisce al virus responsabile di replicarsi all’interno delle cellule umane e, se i vari test confermano la sicurezza del composto, potremmo star osservando l’inimmaginabile: una cura.

Anche se il suo nome è ‘raffreddore comune’, esso non rende giustizia all’enorme famiglia composta da 200 diversi ceppi del virus. Questa grande varietà è in buona parte il motivo per la quale gli scienziati non siano mai riusciti a sviluppare un singolo vaccino per il raffreddore comune.

Tuttavia questo nuovo approccio potrebbe preparare la strada per un trattamento che combatte il virus e non solamente i suoi sintomi. Piuttosto che concentrarsi su quest’enorme varietà del virus, la maggior parte composta da specie diverse del rhinovirus di cui 160 tipi riconosciuti, il nuovo composto scoperto dal team si concentra su ciò di cui il virus ha bisogno: le tue cellule.

Per potersi replicare all’interno dell’ospite, il virus si impadronisce di una proteina all’interno delle cellule umane (chiamata NMT) che usa per costruire un guscio atto a proteggere la loro struttura genetica.

Questo comportamento non è un caso isolato del rhinovirus. Altri agenti patogeni e parassiti (la malaria, ad esempio) fanno uso della stessa proteina. Infatti, è stato proprio mentre cercava di inibire il parassita della malaria, che il team ha scoperto la struttura molecolare del composto. Essa impedisce il legame del virus con la proteina con un’efficacia devastante.

Gli scienziati hanno investigato su questo tipo di inibitori prima, ma non sono mai riusciti a raggiungere lo stesso livello di potenza. Secondo il team, il composto è 100.000 volte più efficace a bloccare il virus rispetto ai precedenti. A quanto pare, questa molecola potrebbe sopprimere completamente il virus e il suo potere infettivo.

Al momento i risultati sono stati dimostrati solo in vitro, con cellule umane, dunque non è completamente provata la sua efficacia. La buona notizia è che la ricerca suggerisce che la molecola non è tossica per le nostre cellule. A volte ci si aspetterebbe un certo livello di tossicità da questo tipo di inibitori.

Questo vuol dire che abbiamo un candidato molto promettente per sperimentazioni umane, che potrebbero cominciare tra 2 anni. Al momento, gli scienziati avvertono che sono comunque agli inizi. Solari in proposito dice:

Non abbiamo ancora fatto alcun test sugli animali e ovviamente neanche sull’uomo dunque non è possibile sapere formalmente quale sia la tossicità animale del composto. La strada è ancora lunga, prima che possa diventare una medicina

Il team sta già cercando modi per creare una versione inalabile della molecola, in modo che possa raggiungere i polmoni di un paziente il più velocemente possibile per bloccare la replicazione virale.

In più c’è la possibilità che il composto, se fosse dimostrata la sua sicurezza, potrebbe trattare condizioni peggiorate dal rhinovirus, come l’asma e la fibrosi cistica.

In conclusione, dovremo aspettare di vedere i risultati di ulteriori test prima di conoscere la cosa con certezza. Tuttavia per i milioni, o miliardi di noi che riescono a prendere uno o più raffreddori all’anno questa è certamente una buona notizia. Le scoperte sono state pubblicate su Nature Chemistry.

Fonte: theguardian.com

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