Scienza

Abbiamo la risposta definitiva alla frattura della Pangea?

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Grazie ad un’innovativa scansione a raggi X gli scienziati ritengono di dover spostare la data della frattura della Pangea di almeno 15 milioni di anni.

E’ stato approfondito lo studio del cranio di un haramiyidiano ritrovato nel 2006 nello Utah, sotto la zampa di un fossile di un grande dinosauro.

Il reperto e il suo nome

Quasi perfettamente conservato, costringerà gli scienziati a riproporsi dei dubbi riguardo al periodo di sfaldamento del super-continente Pangea. Domanda fondamentale anche per la datazione degli eventi storici seguenti.
Il nome specifico dell’esemplare è Cifelliodon wahkarmoosuch ed è dovuto alla combinazione del nome del paleontologo Richard Chifelli e di un idioma locale, gatto giallo.

Il Cifelliodon viene considerato un antenato dei mammiferi, ma i ricercatori della Keck School of Medicine presso l’Università della California del Sud affermano che si tratta di una specie appartenente a un ramo laterale.

Istinto di sopravvivenza

La specie risale al Cretaceo ovvero a circa 130 milioni di anni fa e possedeva dettagli anatomici caratteristici sia dei rettili che dei mammiferi. Pesava più di 1 kg, aveva la forma simile a quella di una lepre e faceva parte dei più grandi mammiferi della sua epoca. I suoi coetanei mammiferi erano di dimensioni molto ridotte. Erano infatti costretti a nascondersi continuamente dai dinosauri la cui scomparsa sarebbe presumibilmente avvenuta di lì a breve.

Secondo i ricercatori fu proprio l’istinto di sopravvivenza dei piccoli mammiferi a permettere loro di sviluppare le capacità cognitive necessarie a sopravvivere alla così detta estinzione di massa del Cretaceo-Paleocene.

Dallo scheletro si può risalire ad alcuni importanti dettagli anatomici che fanno pensare sia stata una specie cacciatrice notturna, i bulbi olfattivi sono infatti sviluppati e le cavità oculari strette.

La possibile rivalutazione

Il meteorologo tedesco A. Wegener (1880-1930) formulò nel 1915 la teoria della deriva dei continenti. Circa 240 milioni di anni fa tutte le terre emerse si sarebbero trovate riunite in un unico grande blocco Pangea, che 180 milioni di anni fa avrebbe cominciato a sfaldarsi.

Essendo stato trovato nello Utah, secondo gli scienziati la migrazione degli antenati dei mammiferi dall’Europa e dall’Asia all’America del Nord sarebbe andata avanti sino al Cretaceo inferiore; ciò suggerisce che il supercontinente Pangea potrebbe essersi spezzato 15 milioni di anni più tardi di quanto ritenuto in passato.

Fonte: scienze.fanpage.it

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