Riemerge dagli abissi del Mediterraneo la misteriosa Thonis-Heracleion, la città sottomarina più grande di Parigi e più antica di Roma potrebbe essere la leggendaria Atlantide descritta da Platone.

La città, che fa venire in mente la misteriosa Atlantide, è stata scoperta a 6.5 km di distanza dalle coste dell’Egitto. A circa 10 m di profondità, il team di esperti diretto da Franck Goddio, un archeologo marino di origini francesi ed italiane, ha scoperto le rovine in collaborazione con l’Egyptian Supreme Council of Antiquities.

Le esplorazioni sono state condotte con l’impiego dei più sofisticati strumenti di ricerca che sfruttano la tecnica della risonanza magnetica nucleare. La tecnica ha permesso di riprodurre con estrema precisione la pianta dei fondali marini su cui giacciono i resti della città. Nel team anche i due golden retriever Echo e Skywalker.

Finora, dice Goddio, è stato scoperto solo il 5% dell’antica città e ci vorranno altri 200 anni per riportarla interamente alla luce.

Questa grande metropoli del passato si estende su un’area di 11 km di larghezza per 15 di lunghezza nel versante orientale della baia di Aboukir. Sono incerte le cause che hanno contribuito a far sprofondare Heracleion, tuttavia si è ipotizzato che la città abbia ceduto sotto la grande mole dei colossali palazzi e monumenti che la ornavano. Un’altra ipotesi formulata è che la terribile catastrofe sia dovuta ad un maremoto o una concomitanza di cataclismi naturali.

I suoi nomi – Thonis per gli Egizi, Heracleion per i Greci – pressochè sconosciuti ai contemporanei, sono citati nelle testimonianze classiche dal celebre storiografo greco Erodoto e dal geografo Strabone.

La sua fondazione risale all’VIII sec. a.C., prima ancora che Alessandria d’Egitto fosse eretta nel 331 a.C. e che Romolo giungesse sul colle Palatino. Era il passaggio obbligato per qualunque nave o flotta che volesse entrare in Egitto, e il suo porto l’ha resa nei secoli uno dei principali snodi del commercio internazionale.

Godeva anche di un’importante valenza religiosa per la presenza del tempio di Amun in cui si svolgevano riti propiziatori legati alla continuità delle dinastie faraoniche.

Anticamente la città si estendeva su un intreccio di baie e canali molto fitti. Al centro invece sorgeva l’imponente tempio edificato in onore di Ercole, dove l’eroe greco mise piede per la prima volta in Egitto.

I reperti rinvenuti sono una chiara testimonianza del glorioso passato, la cui bellezza è stata gelosamente custodita dal mare per ben 1200 anni.

Sepolte da acqua e sabbia, sono venute alla luce ciclopiche statue in granito rosso del faraone e di Hapi. Quest’ultimo era il dio dell’abbondanza e della fertilità e dio dei flutti del Nilo. Sono state portate alla luce anche un’imponente scultura in pietra scura della regina Cleopatra II o Cleopatra III che indossa la tunica della dea Iside.

Rinvenuta anche una stele la cui iscrizione cita Thonis il sito su cui è stata eretta. Trovati anche una serie di oggetti e gioielli in oro tra cui una preziosa chicca: una boccetta di profumo di fattura ateniese con la decorazione di una pantera.

Molti degli oggetti scoperti sono stati già esposti nei più importanti musei Egizi, ma diversi altri rimarranno sott’acqua per volontà dell’Unesco

La memorabile scoperta di questa meraviglia del mondo antico ha nuovamente infiammato gli animi sulla questione di Atlantide. Si narra che l’isola sia sprofondata in mare, secondo il mito, a opera di Poseidone.

Che sia la famigerata Atlantide, è presto per dirlo, ma si può sicuramente affermare che tale scoperta ha irrevocabilmente segnato la storia dell’umanità!

Fonte: franckgoddio.org

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Riguardo l'autore

Daniele D'Amato

Daniele D'Amato

Direttore Responsabile. Giornalista, fotografo e insegnante; lauree in Scienze della Comunicazione e in Sociologia e Ricerca Sociale; masters in DSA e in ADHD. Fondatore e Presidente dell’associazione fotografica Photosintesi per 10 anni; fondatore e direttore editoriale della testata fotografica IVISIVI; Amministratore dello studio fotografico Comunickare; Collaboratore di “Fotografia Reflex”; docente di Linguistica delle immagini e Metodologia del Portfolio nelle scuole di fotografia; fondatore e Presidente del Collettivo Fotografico Xima.

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