Gli scienziati hanno pensato a come alterare geneticamente batteri per produrre nei ragni ragnatele più forti.

A parità di peso, la tela di ragno è molto più forte dell’acciaio, ma allevare ragni, è incredibilmente inefficiente, secondo un comunicato stampa, dunque, trovare un modo di produrre in massa il materiale, potrebbe condurre a fabbriche super forti e forse, anche per la prossima generazione di tute spaziali.

Se si mettessero quanti ragni servono per prendere la giusta quantità di tela, tenderebbero al cannibalismo. Tuttavia, modificare il gene responsabile per la produzione della tela di ragno, in un batterio, ora un processo manifatturiero comune, viene rifiutato.

In natura, ci sono un sacco di materiali basati sulle proteine che hanno proprietà meccaniche fantastiche, ma la fornitura di questi materiali è spesso limitata. L’idea è che non solo si debbano “creare” microbi in grado di produrre questi materiali, ma anche di migliorarli nel processo.

Per affrontare queste limitazioni, gli scienziati, hanno tagliato i geni in questione che si sono riassemblati, una volta integrati nel genoma del batterio, in una ricerca presentata all’American Chemical Society nel meeting nazionale.

Con la loro nuova metodologia, gli scienziati sono riusciti a produrre due grammi di tela, forte quanto quella di un ragno, per ogni litro di batteri.

Certo, non è tanta tela per una tanto inquietante quantità di batteri, ma è un vasto miglioramento per la produzione di massa di ragnatele più forti.

In aggiunta alle applicazioni che questa ricerca potrebbe avere qui sulla terra, il sistema di produzione di proteine, potrebbe essere utile nelle missioni spaziali. In quanto, la NASA è uno dei fondatori, interessato nella bioproduzione, attualmente sviluppano tecnologie in cui possono convertire l’anidride carbonica in carboidrati che potrebbero essere usati come cibo, per i microbi in questione. 

Se questa ricerca riesce a diventare scalabile, la NASA, potrebbe voler portare i batteri con sé in missioni spaziali future, dando ai membri dell’equipaggio nuovi rifornimenti per materiali di riparazioni.

Fonte: Futurism.com

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Riguardo l'autore

Luca D'Amato

Luca D'Amato

Studia informatica all'Università. E’ un geek, un’amante della conoscenza, e una persona molto curiosa fin dalla nascita. Ha un concetto tutto suo di equilibrio e nonostante si reputi una persona creativa rimane molto razionale, a volte fin troppo. Gli piace trasformare le cose banali in cose nuove e approcciarsi ai problemi con idee originali. Amante della musica metal, segue con interesse gli argomenti scientifici di tutti i tipi.

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