Scienza

Chi rimanda i propri impegni ha una struttura celebrale differente

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A seguito di uno studio, alcuni scienziati tedeschi hanno affermato che chi è solito rimandare in modo cronico i propri impegni possiede una struttura cerebrale diversa. Hanno perciò ricercato un percorso psicologico per correggere questo vizio.

Per molte persone la proroga dei doveri è diventata una vera e propria condizione vincolante che influisce negativamente sulla propria vita. In questo modo si alimenta una vera e propria cattiva abitudine che porta a rimandare qualsiasi cosa. Inizialmente sono impegni di secondaria importanza a essere procrastinati, successivamente si tende a rinviare anche scelte e responsabilità rilevanti.

Alcuni scienziati della Carleton University hanno identificato le aree cerebrali che stimolano l’azione o la proroga. Porgendo alcune domande sul cogliere la vita, hanno analizzato e studiato le scansioni cerebrali di 264 persone diverse.

L’abitudine a procrastinare per molte persone serve a gestire alcune emozioni che in molte occasioni siamo tenuti ad amministrare senza troppi aiuti.

Rimandare alcune decisioni o impegni importanti permette di avere più tempo per pensare.

I risultati ottenuti riflettono molte delle cause di questo problema nell’amigdala. E’ una struttura presente nel lobo temporale del nostro cervello che elabora le emozioni e controlla la motivazione personale. Nei procrastinatori questa ghiandola, essendo più sviluppata, è visibilmente più grande.

“Questo studio fornisce prove fisiologiche del problema che i procrastinatori hanno con il controllo emotivo. Mostra inoltre come i centri emotivi del cervello possano sopraffare la capacità di autoregolazione di una persona”, spiega il professore Tim Pychyl della Carleton University.

Cambiare è possibile. Il cervello infatti è molto attivo e può cambiare nel corso della vita.

Secondo l’esperta Moyra Scott alcune piccole azioni quotidiane possono mutare l’andamento della vita. Lei consiglia per esempio di scrivere un elenco di compiti da fare e suddividerlo ulteriormente in una lista di compiti più piccoli e specifici.

In principio si raccomanda di pianificare iniziando da compiti facili e leggeri, aumentando gradualmente il livello di importanza. Un altra proposta è quella di lasciare il cellulare in modalità aereo in modo da evitare inutili distrazioni. L’unico obiettivo è quello di focalizzarsi il più possibile su una finalità o un problema da risolvere. Piano piano il cervello si abituerà a svolgere gli impegni al momento giusto.

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