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Impiantata la prima mano bionica a un’italiana

Impiantata la prima mano bionica a un'italiana
Foto: pixabay.com

Impiantata la prima mano bionica in una donna italiana. Questa mano dà una sensazione tattili molto simili a quelle naturali. Infatti, riesce a riprodurre l’insieme dei segnali dei neuroni, che dai polpastrelli arrivano al cervello.

La mano bionica è stata impiantata sulla siciliana Loretana Puglisi, imprenditrice di Siracusa. La donna ha perso la mano a causa di un incidente sul lavoro.

Silvestro Micera, titolare della cattedra di Neuroingegneria traslazionale del Politecnico di Losanna, ha coordinato la ricerca che ha portato a quest’operazione. Per la buona riuscita di questo progetto, ha collaborato anche l’Università di Friburgo, anche se l’operazione è avvenuta al Policlinico Gemelli di Roma.

Loretana ha subito l’intervento nel giugno del 2017, ma ha testato la mano che le hanno impiantato fino a dicembre scorso. La novità sta nel codice che permette alla mano bionica di trasmettere ai nervi del braccio amputato, tutte le percezioni che ricevono i ricettori nervosi alla base del tatto.

“Non siamo partiti dalla mano robotica, ma dalla sorgente dell’informazione tattile. Abbiamo cercato di riprodurre in modo più accurato possibile la dinamica dei neuroni nelle dita, nel momento in cui una mano tocca un oggetto. Così abbiamo trasmesso al sistema nervoso del paziente un segnale che è stato subito riconosciuto come naturale” ha dichiarato Giacomo Valle, uno studente di dottorato alla Scuola Sant’Anna. Un suo compagno, Alberto Mazzoni, ha detto: “In questo modo il messaggio che il cervello riceve è molto naturale e il paziente riesce a compiere i movimenti in modo più rapido”.

Adesso l’obiettivo di Silvestro Micera è un altro: permettere l’uso costante e quotidiano di questo dispositivo.

Per garantire ciò, bisognerebbe eliminare i cavi necessari per collegare la protesi e lo zainetto con le batterie. Tutto questo dovrebbe essere sostituito da un pacemaker e una connessione wireless. In seguito, bisognerebbe rendere più efficiente la stimolazione dei nervi. Come ultimo obiettivo, bisognerebbe fare sensori tattili per dare maggiori sensazioni nel modo più naturale possibile.

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