Una semplice alimentazione studiata è in grado di sconfiggere alcuni batteri portatori di malattie infettive. Questa potrebbe infatti essere più efficace degli stessi antibiotici a causa della resistenza ai farmaci sviluppatasi in questi anni.

È l’inizio di una vera e propria rivoluzione nel campo medico.

Alcuni ricercatori del Nomis Center for Immunibiology and Microbial Pathogenesis e del Salk Institute for Biological Studies della California sono riusciti a dimostrare tutto questo.

“Una particolare alimentazione con adattamenti metabolici è in grado di proteggere dalle infezioni e ridurne la pericolosità degli agenti patogeni.” È questa la spiegazione scientifica dichiarata dalla professoressa Janelle Ayres la coordinatrice del team di scienziati americani.

Questi infatti per lungo tempo si sono dedicati allo studio di un percorso parallelo a quello degli antibiotici, ma di pari efficacia. Così questo gruppo di studiosi ha cominciato a elaborare alcuni esperimenti per verificare le loro ipotesi. Hanno preso quindi ad esperimento alcuni topi. Nutrendoli con del semplice ferro alimentare hanno ottenuto risultati sorprendenti nel combattere alcuni batteri.

In primo luogo hanno adottato un nuovo approccio su questi batteri. Per dimostrare l’efficacia del semplice ferro alimentare contro un’infezione che provoca ai roditori un grave malessere e talvolta la morte. Conseguentemente, in alcuni esperimenti che vedevano due gruppi di roditori distinti, è emerso che il gruppo aiutato dal ferro alimentare riusciva a combattere la malattia senza aiuto di medicinali, mentre l’altro gruppo no.

Ovviamente il ferro alimentare non può essere una soluzione per tutte le malattie infettive, tuttavia potrebbero essere scoperti altri nutrienti in grado di ridurre ed eliminare le infezioni.

In questo modo si potrebbe facilmente diminuire e aggirare il problema dell’antibiotico-resistenza. Infatti la professoressa Ayres ha dichiarato che gli antibiotici sono uno dei più importanti progressi nella storia della medicina. Gli studi in questo campo vanno sicuramente sostenuti, ma è anche vero che in questi anni non si dovrebbe smettere di ricercare una strada alternativa.

Il lavoro di questi scienziati si concretizza non nel cercare di uccidere il batterio, ma nel controllarne il comportamento. Sperano in questo modo che essi non causino malattie o qualsiasi altro tipo di problema.

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Riguardo l'autore

Daniele D'Amato

Direttore Responsabile. Giornalista, fotografo e insegnante; lauree in Scienze della Comunicazione e in Sociologia e Ricerca Sociale; masters in DSA e in ADHD. Fondatore e Presidente dell’associazione fotografica Photosintesi per 10 anni; fondatore e direttore editoriale della testata fotografica IVISIVI; Amministratore dello studio fotografico Comunickare; Collaboratore di “Fotografia Reflex”; docente di Linguistica delle immagini e Metodologia del Portfolio nelle scuole di fotografia; fondatore e Presidente del Collettivo Fotografico Xima.

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