Scienza

Le api riconoscono lo zero

Le api riconoscono lo zero

Le api, secondo ultime ricerche, diventano sempre più brave e capaci in matematica, al punto che riconoscono lo zero. Questi insetti, conosciuti per la loro laboriosità, riescono a riconoscere lo zero e a svolgere operazioni numeriche di base. Scarlett Howard ha guidato la ricerca che ha portato a questo straordinario risultato; gli scienziati avevano il compito di attirare le api verso una parete con fogli bianchi e figure nere. Poi, dopo aver addestrato gli insetti a scegliere un foglio con un numero maggiore o minore ed averli ricompensati con del cibo, i ricercatori hanno introdotto due nuovi fogli con due numeri: uno e zero. A questo punto, le api hanno dimostrato di saper riconoscere che lo zero è minore del numero uno.

La capacità di riconoscere lo zero è riservata a poche specie animali oltre a questa, cioè delfini, pappagalli e scimpanzé.

Lo zero, però, è un concetto difficile da comprendere. Infatti, basti pensare al fatto che i bambini impiegano anni a comprenderlo definitivamente, pur avendo 86 miliardi di neuroni. Facendo un confronto con il cervello delle api, che ha meno di un milione di neuroni, si possono notare le grandi capacità di questa specie.

Recentemente, è stato fatto un altro esperimento che ha visto le api come protagoniste. Lo stesso gruppo di studiosi della precedente ricerca è riuscito a provare che questi insetti riescono ad associare i simboli ai numeri. Per ora, sono gli unici animali che si distinguono per questa abilità. Durante questo nuovo esperimento, i ricercatori hanno addestrato le api in un labirinto a forma di Y a collegare un simbolo ad un numero. In questo modo, gli scienziati hanno provato che questi insetti sono in grado di apprendere che un simbolo si riferisce a una quantità numerica.

Queste scoperte aprono nuove possibilità di comunicazione tra gli uomini e altre specie animali e dimostrano l’esistenza di modi più semplici nell’approccio con l’intelligenza artificiale. Infatti, Adrian Dyer, uno degli autori dello studio, dice: “Se le api riescono a riconoscere lo zero con meno di un milione di neuroni, allora devono esserci modi più semplici ed efficienti per insegnare lo stesso concetto ai sistemi di intelligenza artificiale. Ad esempio, per noi è semplice attraversare la strada quando non passa nessuno, ma per un robot risulta un compito molto più difficile“.

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