Piangere migliora lo stato d’animo, soprattutto se lo facciamo guardando un film. L’empatia è una delle vie che ci conducono alla resilienza. Quando siamo capaci di comprendere gli altri, la nostra emotività si estende.

In qualche modo, vivere quelle esperienze attraverso altre persone ci aiuta ad essere più forti a livello emotivo e psicologico.

Questo ci prepara per quando dovremo vivere momenti simili. L’incapacità di mettersi nei panni altrui è, al contrario, uno svantaggio sociale.

Gli psicologi dell’Università di Tilburg, hanno osservato che i film tristi possono migliorare lo stato d’animo, ma solo se veniamo portati alle lacrime e le facciamo fuoriuscire.

Essi hanno studiato l’effetto emotivo del pianto in 60 partecipanti mentre guardavano un film. Chi faceva fluire liberamente il pianto, all’inizio si sentiva triste, ma poi ha recuperato l’equilibrio e migliorato l’umore. Questo effetto positivo è durato circa 90 minuti. Quindi anche se in un primo momento ci si sente estremamente tristi, dopo, tutto appare più positivo.

Solo chi ha pianto ha riferito di aver riscontrato questo miglioramento per ciò che riguarda lo stato d’animo.

Chi ha soppresso le proprie emozioni si è sentito peggio dopo la visione del film. Le lacrime hanno un effetto catartico. Migliorano cioè lo stato d’animo e ci fanno sentire più rilassati, riducendo la frequenza cardiaca e respiratoria. L’empatia si trova vincolata con i neuroni specchio, i grandi incaricati di metterci nei panni degli altri.

Ogni volta che vediamo un film e avremo voglia di piangere, dovremmo ricordare ciò che ha affermato la poetessa uruguayana Sara de Ibáñez:

Piangerò senza fretta. Piangerò fino a dimenticare le lacrime e a conquistare il sorriso.

Maggiore è la carica emotiva del film, più ossitocina libera il nostro cervello. Una ricerca realizzata presso la Claremont Graduate School ha permesso di scoprire che la produzione di questo ormone ci aiuta ad entrare in connessione con altre persone, rendendoci più gentili, più empatici, più comprensivi. In altre parole: migliora lo stato d’animo.

Se una situazione o un film vi fa piangere, quindi non è negativo. Si tratta di un sintomo tipico delle persone emotivamente forti. Le loro lacrime, in qualche modo, agiscono come valvola di sfogo. Grazie ad esse, possono addirittura entrare in empatia con gli altri e connettersi con il resto delle persone. Questo non è sintomo di debolezza, ma lo è al contrario la repressione.

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Riguardo l'autore

Rita Stefano

Rita Stefano

Nasce prima del previsto perché la cicogna non vedeva l'ora di atterrare. E' una ragazza alla mano, simpatica e solare; riesce a trovare il lato positivo in ogni cosa. Non ha peli sulla lingua e perciò schietta e diretta, spesso con il rischio di sembrare inopportuna. Frequenta il Liceo e il Conservatorio. Le sue giornate vengono scandite dal suono del pianoforte, al quale corrisponde un'emozione per ciascun tasto. Ama le lingue, viaggiare e fotografare i momenti più belli.

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