Potremo vivere in una bolla in espansione in uno spazio a 5 dimensioni. Questa è l’idea di alcuni fisici della Uppsala University in Svezia che sono così giunti ad una nuova idea per spiegare il mistero del nostro universo in espansione.

Il nostro universo per come lo conosciamo è formato da 4 dimensioni: altezza, larghezza, spessore e tempo.

Tuttavia la nuova soluzione suggerisce che ci siano altri tipi di spazi a 5 dimensioni e nel punto in cui questi spazi si uniscono, le loro giunzioni formano una bolla.

“L’intero universo sarebbe poggiato al bordo di questa bolla in espansione”, spiega un comunicato stampa.

“È concepibile che ci siano altre bolle a parte la nostra, che corrispondono ad altri universi”.

Per anni i ricercatori hanno provato a risolvere il problema dell’energia oscura usando la teoria delle stringhe, senza molto successo.

La teoria delle stringhe è una grande idea ma con pochi fatti a supporto. È elegante ed è una delle speranze di riconciliare le idee incompatibili della fisica. È emersa dagli sforzi di aggiungere le dimensioni nella relatività generale, suggerendo che proprietà della materia, come carica e rotazione siano conseguenza di “stringhe” uni-dimensionali in movimento in altre dimensioni.

Queste stringhe possono comportarsi in una varietà di modi, dipendentemente a quante dimensioni vangano aggiunte, o altre proprietà restringenti.

Il tutto risulta in 10500 soluzioni, il cui miscuglio rappresentante il nostro universo è solo una di esse.

Il problema è che ci si sta accorgendo sempre più chiaramente che anche la teoria delle stringhe è sbagliata ed è incompatibile con ciò che osserviamo nell’universo. E laddove avesse ragione sarebbe inapplicabile, se non impossibile da provare.

Per un po’ abbiamo ipotizzato che l’energia oscura fosse il motivo dell’espansione del nostro universo. Questa teoria è la teoria di de Sitter, ed è accettata largamente per i suoi riscontri. Sfortunatamente, nessuna delle precedenti varianti della teoria delle stringhe possono descrivere cosa stia succedendo.

La soluzione proposta dai ricercatori concilia la teoria delle stringhe e la teoria di de Sitter.

Esattamente come gli altri modelli, è improbabile che questa sia la soluzione definitiva. La fisica è ad un punto in cui ha bisogno di liberarsi delle idee che funzionano su carta per concentrarsi su quelle che hanno riscontri reali.

Chissà, magari alcuni pezzi della teoria delle stringhe potranno essere trovati nella nuova generazione di idee della fisica.

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Riguardo l'autore

Luca D'Amato

Luca D'Amato

Studia informatica all'Università. E’ un geek, un’amante della conoscenza, e una persona molto curiosa fin dalla nascita. Ha un concetto tutto suo di equilibrio e nonostante si reputi una persona creativa rimane molto razionale, a volte fin troppo. Gli piace trasformare le cose banali in cose nuove e approcciarsi ai problemi con idee originali. Amante della musica metal, segue con interesse gli argomenti scientifici di tutti i tipi.

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