Organismi terrestri, rimasti fermi al di fuori della International Space Station (ISS), sono riusciti a sopravvivere 533 giorni nel vuoto, sotto intense radiazioni ultraviolette, e variazioni estreme di temperatura spaziale.

Cosa vuol dire? Che non è impossibile che ci sia vita su Marte.

Di tutti i pianeti del sistema solare, Marte, sembra il candidato più probabile per ospitare la vita. Tuttavia è estremamente inospitale: polveroso, arido, con gravità e ossigeno bassi, soggetto a gravi radiazioni per via della sua atmosfera sottile, freddo e distrutto da tempeste di polvere che fanno cadere il pianeta nell’oscurità.

Dobbiamo ancora trovare la vita su Marte, ma disponiamo di alcuni modi per verificare quanto sia possibile trovarla.

Uno di questi modi è cercare la vita in ambienti simili a Marte sulla terra. L’altra, è usare la risorsa più entusiasmante: la ISS.

Il Centro Aerospaziale Tedesco, (DLR), ha condotto un esperimento chiamato BIOMEX, in cui organismi come batteri, alghe, licheni e funghi sono stati esposti a condizioni di vita simili a quelle su Marte, a bordo della Stazione Spaziale.

Sappiamo, teoricamente almeno, che Marte ha alcune cose che la vita usa, cose che includono un’atmosfera, elementi come carbone, idrogeno, ossigeno, azoto, zolfo, fosforo, ghiaccio di acqua, e forse anche acqua liquida

Ebbene, gli organismi, sono stati coltivati in stimolanti di terreno Marziano (Perché ovviamente, non abbiamo terra Marziana, ma sappiamo cosa c’è dentro, grazie ai rover, e possiamo replicarla molto bene). Dopodiché sono stati piazzati all’esterno della stazione spaziale, nella struttura Expose-R2.

Centinaia di campioni sono stati inclusi nell’esperimento, alcuni con gli stimolanti e l’atmosfera Marziana simulata.

Sono rimasti lì per 18 mesi, tra il 2014 e il 2016, prima di essere riportati sulla terra per essere analizzati. I risultati sono stati impressionanti: alcuni organismi, hanno dimostrato una tremenda resistenza alla radiazione, e sono tornati sulla terra come ‘sopravvissuti’ dallo spazio. Gli archaea (microorganismi unicellulari esistiti sulla terra per 3 miliardi e mezzo di anni, in acque salate), sono sopravvissuti alle condizioni spaziali, organismi del genere potrebbero trovarsi anche su Marte.

Tutto ciò non vuol dire che la vita su Marte esiste sul serio, ma la ricerca della vita su Marte è l’argomento più influente per le prossime missioni su Marte.

Fonte: Dlr.com

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Riguardo l'autore

Luca D'Amato

Luca D'Amato

Studia informatica all'Università. E’ un geek, un’amante della conoscenza, e una persona molto curiosa fin dalla nascita. Ha un concetto tutto suo di equilibrio e nonostante si reputi una persona creativa rimane molto razionale, a volte fin troppo. Gli piace trasformare le cose banali in cose nuove e approcciarsi ai problemi con idee originali. Amante della musica metal, segue con interesse gli argomenti scientifici di tutti i tipi.

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