Scienza

Ricercatore scopre come scrivere 1000 Terabyte su un CD

Ricercatore scopre come scrivere 1000 Terabyte su un CD
Foto: pixabay.com

Il Dr. Zongsong Gan, un ricercatore della Swinburne University of Technology, di Melbourne, Australia, scopre un modo per scrivere 1000 Terabyte nei dispositivi ottici come i CD. Al momento la tecnologia è in uso per aiutare l’immagazzinamento dei dati a far fronte alla domanda.

Ogni giorno, produciamo più dati che mai. Circa il 90% dei dati mondiali, è stato generato nei soli ultimi due anni. E ci sarà un punto in cui i vari centri di immagazzinamento e il cloud non ne potranno più.

Nel 2013, Gan e i suoi colleghi hanno scoperto come far entrare 1000 Terabyte, oppure 50.000 film in HD, su un singolo DVD. Un miglioramento considerevole, rispetto ai circa 4 Gigabyte che sono attualmente capaci di memorizzare.

Nel 2014 il ministro dell’Innovazione, Louise Asher, gli ha fornito una delle 12 borse di studio Victoria, che aiuterà ad incorporare la ricerca nei dispositivi di massa.

Gan e i suoi colleghi, sono stati capaci di aumentare così tanto la capacità dei DVD, usando la luce per creare dei bit extra. Questo vuol dire che potrebbero scrivere molte più informazioni all’interno di dischi della stessa taglia.

Questo miglioramento ha richiesto il superamento di una barriera fisica, conosciuta come il limite di diffrazione della luce.

La luce non può essere divisa in meno di 500 nanometri, proprio per questo, prima del loro lavoro si pensava che non fosse possibile.

Tuttavia, usando due raggi luminosi con diverse proprietà, gli scienziati sono riusciti a diminuire la dimensione a 9 nanometri, 10.000 volte più piccolo di un capello umano.

Entrambi i raggi usati erano lunghi 500 nanometri, uno per la scrittura dei dati, l’altro per bloccarla. In questo modo, hanno limitato lo spazio in cui il primo può scrivere.

Con la borsa di studio, Gan collaborerà con l’industria e ricercatori in tutto il mondo, per lavorare a nuove frontiere sui dispositivi di immagazzinamento di dati e per vedere in che modo la ricerca esistente possa essere usata su una scala più ampia, per migliorare rapidamente la capacità di tecnologie ottiche.

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Fonte: swinburne.edu.au

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