Gli scienziati pensano di aver identificato una forma sconosciuta di comunicazione neurale che si auto propaga nel tessuto cerebrale.

Può quindi saltare da neuroni in una sezione ad un’altra, anche se sono stati chirurgicamente recisi.

La scoperta offre indizi radicalmente nuovi sul modo in cui i neuroni possano comunicare tra di essi, attraverso un processo misterioso non correlato ai meccanismi convenzionalmente compresi, come la trasmissione sinaptica, trasporto assonale o le connessioni di giunzione degli spazi.

Prima di ciò, gli scienziati sapevano già della presenza di ulteriori forme di comunicazione neurale, rispetto a quelle precedentemente menzionate.

Ad esempio, i ricercatori erano a conoscenza per decenni che il cervello esibisce piccole onde di oscillazione neurale il cui scopo non comprendiamo, ma che appare nella corteccia e nell’ippocampo mentre dormiamo.

È stato dunque ipotizzato che, tali oscillazioni, potrebbero giocare un ruolo nella consolidazione della memoria.

Questa attività lenta, è stata studiata in vitro dal team, studiando le onde cerebrali in pezzi di ippocampo estratti da topi decapitati. Hanno scoperto che l’attività lenta e periodica può generare campi elettrici, che attivano di conseguenza le cellule vicine, costituendo una forma di comunicazione neurale, senza trasmissione sinaptica chimica, o giunzione.

Questo tipo di attività neurale, può in realtà essere modulata, rinforzata o bloccata, applicando campi elettrici deboli. Potrebbe, in questo senso costituire una forma di comunicazione neurale, analoga ad un’altra conosciuta sotto il nome di accoppiamento efaptico.

Le scoperte più radicali del team, sono che questi campi elettrici possono attivare neuroni attraverso il tessuto cerebrale reciso, quando i due pezzi rimangono fisicamente vicini.

Se pensate che possa suonare molto strano, non siete gli unici, tanto che le persone che si occupano di revisionare le ricerche hanno chiesto di ricreare gli esperimenti prima della pubblicazione dello studio. I ricercatori hanno compreso, data la stranezza senza precedenti delle osservazioni riportate, e hanno dunque ricreato gli esperimenti con successo.

Fonte: Thedaily.case.edu

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Riguardo l'autore

Luca D'Amato

Luca D'Amato

Studia informatica all'Università. E’ un geek, un’amante della conoscenza, e una persona molto curiosa fin dalla nascita. Ha un concetto tutto suo di equilibrio e nonostante si reputi una persona creativa rimane molto razionale, a volte fin troppo. Gli piace trasformare le cose banali in cose nuove e approcciarsi ai problemi con idee originali. Amante della musica metal, segue con interesse gli argomenti scientifici di tutti i tipi.

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