Si chiama TESS (Transiting Exoplanet Survey Satellite) l’erede di Kepler, il cacciatore di esopianeti più famoso di sempre.

Il suo lancio, previsto per il 16 aprile scorso, è avvenuto giovedì 19 aprile per la necessità di ulteriori controlli tecnici.

Il telescopio è decollato dalla base di Cape Canaveral a bordo di un razzo Falcon 9 della Space X all’una di notte, ora italiana. Il satellite è finanziato dalla NASA e realizzato dal MIT (Massachusetts Institute of Technology). Esso ha il compito di cercare e analizzare tutti i pianeti al di fuori del nostro Sistema Solare.

Le misure di TESS sono paragonabili a quelle di un frigorifero ed è equipaggiato con quattro fotocamere ad ampio raggio progettate dal MIT per analizzare milioni di stelle. Secondo quanto previsto dalla NASA, la sonda dovrebbe impiegare circa due mesi ad entrare nella giusta orbita e, una volta lì, inizierebbe a scrutare tutto lo spazio.

Secondo quanto dichiarato dalla NASA, dovrebbe individuare circa 20.000 pianeti, di cui 500 di tipo terrestre. Ed è proprio questa una delle principali differenze tra TESS, e il suo predecessore Kepler. Quest’ultimo infatti poteva controllare solo una fetta di spazio, quella compresa tra la costellazione del Cigno e quella della Lira.

A oggi TESS ha scoperto solo 200 pianeti al di fuori del nostro Sistema Solare e pochi tra questi sono stati individuati con il metodo del transito. Questa modalità rileva i periodici cambiamenti della luce emessa dalle stelle, dovuti probabilmente al passaggio di un pianeta davanti a loro.

Il team di scienziati che ha progettato TESS conta di individuare almeno 50 piccoli pianeti grandi al massimo 4 volte la misura del nostro. Questi pianeti dovrebbero trovarsi tutti abbastanza vicini da poterli successivamente analizzare con l’aiuto di più telescopi per stabilire atmosfera, caratteristiche e condizioni di una probabile vita futura.

Il viaggio di TESS durerà due anni, tempo necessario per una completa perlustrazione dello spazio.

Fonte: nasa.gov

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Riguardo l'autore

Daniele D'Amato

Daniele D'Amato

Direttore Responsabile. Giornalista, fotografo e insegnante; lauree in Scienze della Comunicazione e in Sociologia e Ricerca Sociale; masters in DSA e in ADHD. Fondatore e Presidente dell’associazione fotografica Photosintesi per 10 anni; fondatore e direttore editoriale della testata fotografica IVISIVI; Amministratore dello studio fotografico Comunickare; Collaboratore di “Fotografia Reflex”; docente di Linguistica delle immagini e Metodologia del Portfolio nelle scuole di fotografia; fondatore e Presidente del Collettivo Fotografico Xima.

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