L’asteroide 2018GE3, è passato un po’ troppo vicino alla terra e gli scienziati non si sono accorti di lui fino a poche ore dal transito.

Un asteroide è un oggetto spaziale molto affascinante. Tra le sue particolarità c’è il fatto che è molto difficile da vedere e si muove spesso molto velocemente al punto che perfino con un telescopio molto avanzato gli scienziati possono avere non poche difficoltà ad osservarlo.

Fortunatamente per noi però, l’asteroide “2018GE3” è passato soltanto a salutarci alla velocità di 106Km/h, mentre noi eravamo intenti a svolgere le nostre attività quotidiane.

L’asteroide è stato avvistato il 14 Aprile scorso, dallo Steward Observatory in Arizona e secondo la NASA, era grande dai 50 ai 100 metri di diametro, quasi quanto un campo da calcio.

A sole 21 ore dall’osservazione iniziale, questo asteroide si è avvicinato un po’ troppo per rimanere calmi. Gli scienziati in genere notano una o due volte la settimana degli asteroidi che si avvicinano più rispetto alla distanza che passa tra la terra e la luna, ma essi hanno generalmente le dimensioni di un pullman, mentre questo era grande quanto un centro commerciale.

L’asteroide aveva 3.6 volte le dimensioni di quello che ha cancellato 2.150 chilometri quadrati dalla foresta siberiana nel 1908.

In quella occasione si stimò che quel particolare asteroide avesse prodotto 185 volte l’energia della bomba di Hiroshima.

Non sarebbe divertente immaginare cosa potrebbe essere successo se 2018GE3 fosse stato in rotta di collisione con la terra. Tanto più che gli scienziati si sono accorti in ritardo del suo passaggio. Questo dimostra che anche oggetti molto grandi possono comunque prenderci di sorpresa.

L’asteroide infatti è stato avvistato poco meno di un giorno prima del suo punto di passaggio più vicino alla terra. E meno male che la NASA ha un programma per l’avvistamento degli asteroidi.

Sebbene il programma in questione tenda a ricercare asteroidi grandi almeno 140 metri, anche nella stima più generosa, 2018GE3 era solo tre quarti quella dimensione.

Almeno per ora, possiamo tirare un sospiro di sollievo.

Fonte: nasa.gov

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Riguardo l'autore

Luca D'Amato

Luca D'Amato

Studia informatica all'Università. E’ un geek, un’amante della conoscenza, e una persona molto curiosa fin dalla nascita. Ha un concetto tutto suo di equilibrio e nonostante si reputi una persona creativa rimane molto razionale, a volte fin troppo. Gli piace trasformare le cose banali in cose nuove e approcciarsi ai problemi con idee originali. Amante della musica metal, segue con interesse gli argomenti scientifici di tutti i tipi.

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