Scuola

Daniel Pennac, da pessimo alunno a scrittore di fama internazionale

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Daniel Pennac, noto scrittore di fama internazionale era un ragazzo dislessico e un pessimo alunno. Era un pessimo alunno perché aveva paura di non saper rispondere alle domande che gli facevano gli adulti. Poi però è diventato un noto scrittore e professore. Di seguito un’intervista pubblicata su Playground.

Daniel Pennac era un pessimo studente ma poi è diventato un noto scrittore e professore.

Tutta questa paura dell’infanzia si è trasformata in conoscenza. Il mio lavoro da adulto è curare i bambini da quella paura. La reazione degli adulti è sempre la stessa, anche loro hanno paura. Hanno paura che i loro figli non avranno successo. E anche i professori hanno paura di non essere bravi professori.

Come eliminare questa paura?

Ha a che vedere con la solitudine. Solitudine del bambino del professore e solitudine dei genitori. Bisogna quindi eliminare questa solitudine. Pedagogicamente come eliminare la solitudine? Creando dei progetti comuni, che coinvolgano tutti. Per esempio nella scuola un progetto comune è il teatro.

Coinvolgere l’alunno senza intaccare la sua fiducia.

Io avevo un professore di francese a cui mentivo molto, perché non facevo mai i compiti. Mi disse: “Bene, vedo che hai molta immaginazione. Ora, invece di usare questa immaginazione per raccontarmi delle menzogne, scrivi un romanzo. Mi consegni 10 pagine ogni settimana. Non ti dò altri temi da scrivere, né altre lezioni da studiare, scrivi solo questo romanzo per me. Dieci pagine a settimana”. E questo mi ha salvato. Questo professore è stato capace di trasformare un alunno passivo in un alunno attivo, un alunno che scrive un romanzo.

Come sono gli alunni di oggi?

Oggigiorno, i giovani, i bambini piccoli nella culla, sono considerati dalla società di consumo come dei clienti. Si produce pubblicità per spingerli a consumare. Consumare tablet, consumare cellulari, consumare abiti. Consumare, consumare, consumare.

E’ questa la cultura, la cultura quotidiana. Quando questi bambini vanno a scuola, si comportanto davanti al professore come dei piccoli consumatori. Ma io, professore, non mi rivolgo ai tuoi desideri. Mi rivolgo ai tuoi bisogni fondamentali. Bisogno di imparare, di leggere, di saper contare, di imparare a pensare, a riflettere.

La maggior parte di queste necessità è in diretta opposizione ai tuoi desideri ed è per questo che è più difficile essere professori oggi che negli anni ’50, quando i bambini non erano ancora i clienti della società di consumo.

Cosa possono fare i maestri?

Il problema è che il bambino piccolo nella culla penserà che il suo desiderio è un bisogno fondamentale. Penserà che la sua felicità dipende dalla soddisfazione di un desiderio che scambia per un bisogno fondamentale. Il compito di noi adulti è di separare queste nozioni: il desiderio e il bisogno.

E la felicità, la vera felicità, la possiamo raggiungere quando impariamo a capire. E’ questo che ti rende felice. Quando capisco le cose, che all’improvviso comprendo. Capisco che la pubblicità è una menzogna. Capisco che la comprensione è una buona fonte di felicità vera.

Educare.

Credo che non possiamo sottrarci dalle nostre stesse responsabilità su un’istituzione. E’ necessario, prima di tutto, che sia io come padre a sentirmi responsabile del mio comportamento davanti ai miei figli. Cosa fa l’educazione sui bambini? Dà l’esempio.

Tre consigli sul piacere di imparare.

L’amore. Bisogna dire ai giovani che a differenza di ciò che si dice, l’amore ci rende più intelligenti.

I passeurs. In fondo ci sono tre tipi di persone: ci sono i passeurs, i guardiani del tempio, che pensano di sapere e che sia loro proprietà privata, che gli altri siano indegni di quel sapeere. E la terza categoria sono quelli a cui non importa nulla. Pff… la cultura. Il passeur è quella persona che prende in considerazione la sua stessa cultura sapendo che non gli appartiene, che può fare la felicità degli altri. Se ti porto a vedere un film che mi è piaciuto e piace anche a te, ti renderà felice. Essere passeur è proprio questo. Figli miei è molto semplice. Tutto ciò che sapete, non vi appartiene. Non è una tua proprietà privata. Non fa altro che passare attraverso di te. Una delle ragioni per cui siete sulla terra è condividere tutto questo.

La curiosità. Non abbiate paura, siate curiosi. La curiosità è un buon rimedio contro la paura. Siate curiosi sopra ogni cosa. Si ma la realtà mi fa paura… La realtà ti fa paura? Fai come Juan, fotografala. Non sono bravo in inglese. Non sei bravo in inglese? Cercati un fidanzato o una fidanzata inglese e vedrai che progressi. Apriti, apriti, apriti, sii curioso, non ti chiudere.

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