Erika Orrù ha 16 anni. È ancora una ragazzina, un’adolescente, ma purtroppo ha già conosciuto la tristezza, la disperazione e la soppressione. Ma poi si è rialzata e ce l’ha fatta! Questa è la sua storia e quella della sua rinascita.

Mi prendevano in giro. Mi dicevano: sei un mostro, devi ucciderti!

Io chiedevo costantemente a mia mamma: “Ma cosa ho fatto di male per meritarmi tutto questo? Non è giusto, io sono sempre stata gentile.”

Ha vissuto l’inferno già in prima elementare. Erika, in quel momento, era ancora più piccola. Era solo una bimba, ma i suoi compagni: la emarginano, la maltrattano, non giocano con lei, la lasciano sempre da sola in disparte, le tirano i capelli e la disprezzano. Le cose peggiorano negli anni successivi, alla scuola media e dopo la prima liceo, Erika non ce la fa più; è satura e si arrende.

Arriva così il momento in cui Erika Orrù si ritira da scuola.

La ragazza, costretta a lasciare la scuola che tanto amava, inizia a riversare tutta la rabbia e la frustrazione che prova nei personaggi di un libro. Un suo libro. Un romanzo che ha il coraggio di inviare ad una casa editrice, la quale non esita a pubblicarlo.

Ora, questa storia dal titolo “E vissero tutti dannatamente infelici” è presente nei cataloghi online e presto arriverà anche in libreria. Erika presenta due ragazze vittime di bullismo: una ce la fa e realizza il suo sogno, l’altra si suicida.

Erika Orrù è una ragazza esile e carina, sembra molto fragile caratterialmente, ma in realtà è molto forte. Tanto da riuscire a sopportare tanta inaudita violenza.

“Mi hanno sempre messa all’angolo e non mi hanno mai accettata. Il brutto è che non sono mai riuscita a spiegarmi perché sia successo tutto questo. Forse a causa del mio carattere chiuso” e continua affermando: “Durante tutto il mio percorso scolastico sono stata pesantemente screditata, mi sentivo dare continuamente della una fallita. La cosa ancor più grave è che nessuno ha mai fatto niente per me, per risollevarmi da tutto questo male. Ho raccontato tutto prima ai miei maestri nella scuola primaria, poi ai professori alle medie, ma tutti loro mi dicevano che non era niente. Nessuno di loro ha mai mosso un dito. In prima superiore, le cose sono precipitate repentinamente”.

Erika Orrù ha sofferto tantissimo, troppo. Aveva continui attacchi di panico e non mangiava quasi più.

Erika Orrù era considerata “un’asociale” e veniva anche presa in giro per come si vestiva, come se non bastasse. Alla fine non ce l’ha fatta a sostenere il peso di tutta questa sofferenza, ma per non sprofondare nel baratro, ha pensato di lasciare la scuola. Non è stata una decisione semplice e leggera, anzi. Questo le ha comportato un’ulteriore grande sofferenza.

“Amavo studiare, amavo seguire le lezioni. Ma a casa non parlavo nemmeno più, ero dimagrita tantissimo, dovevo fare qualcosa. Non potevo nemmeno azzardarmi ad iscrivermi sui social perché non avrei fatto altro che incentivare minacce e soprusi sul mio conto”.

“Quando per esempio vado al supermercato con i miei nonni e vedo gruppi di ragazzi che ridono e scherzano, li invidio. Vorrei essere come loro. Anche io vorrei avere degli amici, vorrei andare al cinema, a mangiare una pizza. Perché io sono una ragazza come tutte le altre”.

Il riscatto di Erika Orrù, da sempre bullizzata e messa all’angolo, è arrivato pian piano, grazie alla scrittura.Erika si chiude in casa e inizia a leggere e scrivere di getto.

Adesso il suo volto sorride nella copertina del suo romanzo

Giada e Marika, le protagoniste della storia, sono prese in giro e sbeffeggiate a scuola. Una ragazzina si salva, mentre l’altra non ce la fa e si uccide. “Ecco io sono diventata Giada”, spiega Erika. ” Non è stato facile, ma alla fine ce l’ho fatta e, come Giada, sono riuscita a realizzare il mio sogno, anche se sono solo all’inizio”.

Erika Orrù si è trovata improvvisamente a far parte di una community di lettori ed in un pomeriggio qualunque di un giorno qualsiasi, proprio in questo gruppo, l’hanno incoraggiata ad inviare il testo da lei redatto ad una importante casa editrice. Di getto, ha seguito il loro consiglio e, dopo pochi giorni, le hanno telefonato, comunicandole che l’avrebbero pubblicato nel giro di non molto tempo.

“Non posso descrivere cosa ho provato in quel momento. È stata una gioia immensa. Dopo tanti giorni tristi, dopo tante batoste, potevo dire che ce l’avevo fatta” – dice la ragazza.

Nessuno ha mai voluto legare con lei, ma un’amica, una sola, le resta vicina e condivide con lei la sua gioia.  «Il mio sogno è diventare una scrittrice, sto già lavorando alla stesura di un altro libro. Poi spero di non sentirmi più sola e di poter condividere le miei gioie ed anche le mie cadute con quegli amici che mi sono sempre mancati. Oggi, posso finalmente dire di essere felice.”

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Riguardo l'autore

Rita Stefano

Rita Stefano

Nasce prima del previsto perché la cicogna non vedeva l'ora di atterrare. E' una ragazza alla mano, simpatica e solare; riesce a trovare il lato positivo in ogni cosa. Non ha peli sulla lingua e perciò schietta e diretta, spesso con il rischio di sembrare inopportuna. Frequenta il Liceo e il Conservatorio. Le sue giornate vengono scandite dal suono del pianoforte, al quale corrisponde un'emozione per ciascun tasto. Ama le lingue, viaggiare e fotografare i momenti più belli.

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