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Schumacher College, il centro internazionale per un futuro sostenibile

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Giovanna Nuzzo
Scritto da Giovanna Nuzzo

A pochi passi dalla città di Totnes, nel Regno Unito, sorge lo Schumacher College, centro internazionale e ormai leader negli studi sulla sostenibilità economica e sociale.

Fondato negli anni novanta è ormai il cuore, il marchio unico dell’apprendimento interattivo per affrontare le sfide ecologiche, economiche e sociali del nostro secolo. L’offerta è molto ampia, spazia dai programmi post-laurea a brevi corsi o formazioni professionali, tutti con un fattore comune: la sostenibilità ecologica.

I corsi, infatti, sono basati su un approccio che utilizza i principi della scienza olistica, oltre che sullo sviluppo di una profonda relazione con la natura. Il fondamento è il rispetto, per quello che si ha intorno, per l’ambiente e per gli esseri viventi tutti.

Tra i corsi che riprenderanno il prossimo settembre uno sull’Economia della transizione, il corso post- laurea pionieristico del college, uno sullo studio e la pratica della scienza olistica. E ancora un programma di progettazione ecologica del pensiero per un futuro che incoraggi alla creatività. Si coltivano visioni, si creano modelli virtuosi, riproponibili in ogni dove.

È una comunità globale quella che partecipa alla vita dello Schumacher College. Migliaia di studenti, insegnanti, attivisti di tutte le età, dai 18 ai 90 anni e di ogni background e ceto sociale. Molto spesso sono persone che hanno raggiunto un momento cruciale nella loro vita, e soprattutto chi è già attivo nella ricerca di un mondo più giusto ma si sente solo chiede sostegno a questa realtà. Si crea così una fitta rete di relazioni umane e un ambiente del tutto unico e intimo.

Molti dei più grandi pensatori e attivisti del mondo insegnano allo Schumacher College, tra i nomi di punta la fisica indiana Vandana Shiva, Scilla Elworthy, la scrittrice Jay Griffiths.

Nella quotidianità del college, dalla cucina fino alla pulizia e al giardinaggio nessuno è escluso, gli studenti e il personale sono tutti coinvolti. Proprio una parte del cibo che poi verrà consumata dagli studenti è coltivata da loro stessi. Nei tre ettari e mezzo che circondano la sede vengono comunque in aiuto i volontari.

Questo si coniuga con gli obiettivi prefissati dai corsi, ossia riscoprire il senso profondo del fare comunità. Collaborare e dimostrare la grandissima opportunità che ne deriva dalla contaminazione tra i membri.

Nella cornice di Totnes, in un realtà del tutto incontaminata riprende valore quell’espressione tanto utilizzata mente sana in corpo sano. E gli studenti dello Schumacher College sanno bene cosa significa. La perla della struttura è infatti una stanza per meditare e concedere il proprio tempo al silenzio, alla riflessione.

La strada per un futuro sostenibile e all’insegna dell’ecologia e delle buone pratiche passa dalla contea di Devon. Da un College dove ancora si investe nel futuro del Pianeta e nell’alta formazione degli studenti. In un luogo dove gli attivisti credono nel cambiamento possibile, giusto e dedicano il loro tempo in questo nobile traguardo.

“Mentre cerchiamo di capire cosa diamine faremo con questa pianeta disfatto – afferma Bill McKibben, fondatore di 350.org- lo Schumacher College, è diventato un barattolo di speranza, una batteria per una visione positiva”.

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Riguardo l'autore

Giovanna Nuzzo

Giovanna Nuzzo

Vent'anni, radici nel Salento ma trasferita a Bologna dove studia per diventare giornalista. E' impegnata nel volontariato da quando aveva quattordici anni con un'associazione locale. Da qualche anno insegna italiano in una scuola per migranti e rifugiati politici di Bologna. Vive di passi, viaggi e sorrisi. Con il cuore a Sud, sogna di tornare nel suo paese e vivere di quello che sarà il suo lavoro.

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