Gli asili nel bosco si stanno ormai moltiplicando in tutto il territorio nazionale, prendono il posto di scuole chiuse e mura noiose, vedono i bambini meravigliarsi di fronte alla natura, di fronte al profumo dei fiori, delle piante, degli ortaggi. Si impara così, all’aria aperta. Zero rischio di annoiarsi e lamentarsi.

Negli asili nel bosco non si sta mai fermi, seduti o composti. Si impara dalla terra, a stretto contatto con gli animali e le piante. Nella penisola se ne contano più di 80, da Nord a Sud. È il segno di una rivoluzione culturale, dal basso e silenziosa, frutto di una storia recentissima. Sono esperienze tutte diverse che rimandano alla tradizione consolidata dei paesi scandinavi.

Il primo degli asili nel bosco, in Italia, risale al 2013, con l’apertura a Ostia. Il suo motto? “Non è vietato essere felici”. In assoluta libertà, la quasi totalità delle attività didattiche viene svolta all’aria aperta. È l’esterno che diventa l’interno. Il bosco diventa l’aula, l’ambiente di studio.

Ameno e confortevole, l’asilo nel bosco diventa parte integrante del percorso educativo dei bimbi.

Nel Veneto c’è “Il Cavallo a dondolo”. Si trova a Mezzocorona, in provincia di Trento. È un asilo nido all’interno di un’azienda agricola di famiglia. È ormai diventato il contesto ideale per far crescere i bambini. Con i colori, immersi nel verde,  i bambini imparano a prendersi cura degli animali, a coltivare ortaggi e legumi. Oppure si può fare un salto nell’Arca di Noè di Fermo, nelle Marche. È un asilo nido per i bambini e le bambine dai 12 ai 36 mesi. Più precisamente è un Agrinido, dove si attinge dalla natura in tutto e per tutto. Dalle attività e dai laboratori fino a pranzare con i prodotti locali coltivati all’interno dell’Azienda Agricola “Bagalini”, che promuove l’asilo.

Ma quali sono i vantaggi degli asili nel bosco?

Si tratta di una ricetta semplice e adatta a tutti. Libertà e natura per far crescere i propri piccoli rispettando l’ambiente circostante, imparando a mettere le mani nella terra e curarla. Ma non solo. Il primo dei vantaggi degli asili nel bosco è sicuramente l’effetto socializzazione. All’aperto, concordano gli educatori e i docenti, si litiga meno. I bambini sono più incentivati a stare insieme. Non si chiedono il tablet o lo smartphone a mamma o papà, o non si passano ore e ore di fronte alla tv. I bambini e le bambine vogliono stare all’aperto insieme ai propri coetanei.

Anche il livello di apprendimento è più alto. Gli asili nei boschi alimentano la curiosità dei bimbi. Le paure, il timore lasciano il posto allo stupore. Curare una piantina, vederla crescere e poi farne un buon piatto, per i bambini è magia. Si esplora e si ascoltano i suoni della natura. Terzo vantaggio è assicurare l’autonomia. Negli asili nel bosco aumenta il senso di responsabilità dei bimbi, si sentono più liberi ma al tempo stesso “più grandi”.

È il potere della terra, che sta intorno a questa tipologia di asili che li fa moltiplicare in ogni dove. Il contatto con la natura rende liberi e responsabili. È stato ormai provato. Rende il futuro del domani più coscienzioso rispetto al presente. Rispettare l’ambiente, curarlo e meravigliarsi di fronte ad esso. Insomma c’è posto per tutti e tutto negli asili nel bosco. Per il gioco e per l’esplorazione. Nessuna barriera è imposta, al massimo solo qualche recinto per le galline o i conigli!

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Riguardo l'autore

Giovanna Nuzzo

Giovanna Nuzzo

Vent'anni, radici nel Salento ma trasferita a Bologna dove studia per diventare giornalista. E' impegnata nel volontariato da quando aveva quattordici anni con un'associazione locale. Da qualche anno insegna italiano in una scuola per migranti e rifugiati politici di Bologna. Vive di passi, viaggi e sorrisi. Con il cuore a Sud, sogna di tornare nel suo paese e vivere di quello che sarà il suo lavoro.

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