Il presidente della Repubblica Mattarella ha conferito gli attestati d’onore di “Alfiere della Repubblica” a ben 25 giovani. Costruttori di comunità e modelli per la cittadinanza, sono i ragazzi e le ragazze che, attraverso le loro storie e il loro impegno, si sono distinti, tanto da essere premiati dal Quirinale lo scorso 22 aprile.

Accanto ai 25 piccoli Alfieri della Repubblica, il Presidente della Repubblica ha consegnato tre targhe per azioni collettive, ispirate sempre a valori di altruismo e grande senso di responsabilità verso la collettività.

Definiti “eroi civili”, rappresentano, oggi il futuro che ci attende e una ventata di speranza in tempi difficili come questi.

Gli Alfieri della Repubblica “sono giovani che rappresentano modelli positivi di cittadinanza e che sono esempi dei molti ragazzi meritevoli presenti nel nostro Paese”, così dice una nota del Quirinale.

Fioriscono i tanti simboli di un’Italia che non si abbatte ed è pronta a ripartire. Come Lorenzo Caprotti, 15 anni, resistente a Trezzano Rosa, nella provincia milanese. Premiato da Mattarella “per il coraggio mostrato nell’affrontare il difficile percorso di cura e per l’impegno nell’organizzazione di Winners Cup, speciale campionato di calcio tra ragazzi europei malati oncologici”. È stato modello ed esempio nella sua lunga degenza ospedaliera per i suoi coetanei e per i tanti adulti che lo seguivano. Lorenzo è promotore e protagonista della Winners Cup di Milano, il campionato di calcio per i malati oncologici pediatrici di tutta Europa.

Anche Carlo Mischiatti, sedicenne, di Torino, soffre di disturbi dello spettro autistico, ma nonostante ciò, è riuscito a praticare lo sport e diventare valoroso atleta. Un amore grande per lo sport che Carlo ha trasmesso a tutti i suoi amici, diventando istruttore.

Tra i tanti alfieri della Repubblica, il cuore è puntato ai più bisognosi e a chi è in difficoltà. Esattamente come Loris, quattordicenne, residente a Leno. Loris ha realizzato una cintura per aiutare le persone non vedenti ad orientarsi nel movimento grazie ad un sistema di sensori a ultrasuoni. Un prototipo già presentato a Dublino e che potrebbe presto essere commercializzato. Sebastiano, invece, di Sommatino, ce l’ha messa tutta per superare le invalidanti avversità familiari, in specie del piccolo fratellino. Ha modificato un dispositivo medico che rende più agevole il suo trasporto.

E poi l’amore per la propria terra, un sentimento forte tra gli Alfieri della Repubblica premiati. Quello di Sofia Ferrarese, residente a Veneo Brugine, che ha promosso la conoscenza delle sue montagne e il rispetto per la natura tutto. Una ragazza scout dell’Agesci, che si è distinta per la passione e per l’impegno nelle attività di ripristino e di ricostruzione dei sentieri montani danneggiati dalla tempesta Vaia. Premiato anche l’attaccamento alla sua città di una tra le più giovani premiate da Mattarella. Maria Gabriella Lucarini ha soli 11 anni e una volontà tenace. Dopo il terremoto a Camerino, è diventata simbolo, con la poesia e la voglia di non darsi per vinti, della difficile ricostruzione della città.

Queste sono solo alcune delle storie che si celano dietro a giovanissimi costruttori di comunità. Sono gli Alfieri della Repubblica del 2020, un anno che ricorderanno e ricorderemo certamente. Un duro momento che,però, segna una svolta di positività, con nuovi modelli da seguire.

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Riguardo l'autore

Giovanna Nuzzo

Giovanna Nuzzo

Vent'anni, radici nel Salento ma trasferita a Bologna dove studia per diventare giornalista. E' impegnata nel volontariato da quando aveva quattordici anni con un'associazione locale. Da qualche anno insegna italiano in una scuola per migranti e rifugiati politici di Bologna. Vive di passi, viaggi e sorrisi. Con il cuore a Sud, sogna di tornare nel suo paese e vivere di quello che sarà il suo lavoro.

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