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Kolbie Blume, la giovane “penna” del Presidente Barack Obama

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A soli 22 anni, Kolbie Blume ottiene l’importante incarico di rispondere alle lettere destinate al Presidente Barack Obama.

Da George Washington a Donald Trump, ogni Presidente degli Stati Uniti d’America riceve quotidianamente delle lettere. I cittadini americani infatti desiderano rivolgersi al Presidente per esprimere i propri pensieri o per esporre dei problemi.

La giornalista Jeanne Marie Laskas, nel suo libro, parla della storia della corrispondenza dei presidenti statunitensi.

Il suo libro To Obama: With Love, Joy, Anger and Hope uscirà negli USA a metà settembre. Laskas spiega che George Washington rispondeva quotidianamente a 5 lettere. Con l’introduzione delle ferrovie, dei battelli a vapore e delle poste poi, William McKinley istituì un ufficio apposito perché riceveva almeno 100 lettere al giorno. Franklin D. Roosevelt ne ricevette circa mezzo milione solo nella prima settimana in cui parlò alla radio.

In seguito il numero di lettere rimane più o meno stabile per ogni Presidente. Ma ognuno di loro ha un approccio diverso con la corrispondenza. Richard Nixon non voleva leggere lettere di critica nei suoi confronti. Ronald Reagan rispondeva solo nei weekend. George W. Bush leggeva solo quelle che avevano già ottenuto una risposta dal suo ufficio. Barack Obama decide di ampliare l’ufficio e prende l’impegno di leggerne 10 ogni sera, per sentirsi più vicino ai cittadini. Donald Trump, invece, non ha ancora dato informazioni sul funzionamento del suo OPC (Office Presidential Corrispondence).

Il lavoro nell’ufficio della corrispondenza presidenziale è lungo e complesso.

Obama riceve circa 10mila lettere al giorno durante i suoi mandati. Solitamente ottengono tutte una risposta standard dal suo ufficio. L’OPC è situato all’ultimo piano dell’Eisenhower Executive Office Building a circa 8 minuti a piedi dalla Casa Bianca. Fiona Reeves coordina un team di 9 persone.

I volontari e gli stagisti selezionano 200 lettere al giorno (circa il 2%). Quelle che si riferiscono ad un ministero o ad un ufficio federale proseguono direttamente nell’apposita sede. Le altre si suddividono a seconda del tema di cui parlano e ottengono una delle cento risposte standard redatte e aggiornate da ogni squadra. Fiona Reeves riceve le prime 200 selezionate che a sua volta sceglie le 10 più rappresentative dell’umore della nazione. Queste vengono sistemate in una cartella viola nel raccoglitore che Obama porta con sé ogni sera nella Treaty Room, il suo studio nella Casa Bianca.

In qualche caso decide di scrivere una risposta a mano. Ma solitamente  inserisce dei commenti a margine contrassegnando le buste con la parola Rispondi per rimandarle al suo ufficio. Seguendo i suoi appunti, l’ufficio si occupa di formulare una risposta e mandarla in stampa dopo l’ultimo controllo di Reeves. Infine Obama appone la sua firma.

Kolbie Blume è affascinata dai discorsi di Barack Obama.

Cresciuta a Salt Lake City, nello Utah, Kolbie Blume studia letteratura al college. Quando Barack Obama viene eletto Presidente per la prima volta, nel 2008, rimane affascinata dai suoi discorsi, dal forte sentimento che lo lega alla nazione. Dall’agosto del 2015 sino alla fine del secondo mandato di Obama nel gennaio 2017 lavora nell’OPC.

All’inizio si limita a scrivere solo poche bozze di alcune risposte ma, con il passare del tempo, è incaricata anche di gestire le lettere e modificare i commenti del Presidente. Durante il suo lavoro non incontra mai Obama. Eppure, seguendo con amore tutti i suoi discorsi, riesce a comprendere il suo modo di essere.

E sa esattamente come rispondere a ogni lettera. Spesso molte lettere impiegano mesi prima di arrivare sulla sua scrivania, ma Kolbie Blume ne rilegge ciascuna più e più volte. Immagina ciò che il Presidente avrebbe pensato leggendo quelle parole e sa esattamente come rispondere al suo posto.

Alla fine del suo secondo mandato, Obama ha incontrato tutti i membri del suo staff.

Il Presidente vuole farsi fotografare e conoscere ciascuno di loro nel suo studio prima di lasciare la Casa Bianca. Kolbie Blume, per l’occasione, si presenta con la madre, il patrigno, il marito ed altri parenti acquisiti. Obama dice a sua madre che dovrebbe essere molto orgogliosa di lei. Kolbie è troppo emozionata per esprimere la sua ammirazione verso il Presidente.

Altri colleghi hanno un ricordo nostalgico del Presidente. Per questo, alcuni di loro hanno pubblicato libri di memorie per raccontare il loro lavoro nell’OPC.

Tuttavia Kolbie Blume è più serena. Attualmente lavora a tempo pieno nella comunicazione di un’organizzazione no profit a Washington DC. Nel suo tempo libero risponde alle domande dei fan riguardo al suo lavoro all’OPC su Instagram. Pubblica foto dei suoi lavori di calligrafia e acquerelli che vende online. Il suo lavoro all’OPC è stato un’esperienza molto importante nella sua vita. E porterà sempre nel cuore la sua ammirazione per il Presidente Obama.

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