Quel giorno Casey Fischer aveva deciso di fare colazione al Dunkin’ Donuts e si era seduta al tavolo vicino la finestra mentre sul lato opposto della strada ha visto un senzatetto che chiedeva a tutti un’offerta.

Poco dopo la donna, che vive nel Connecticut, ha visto entrare il senzatetto nel locale e guardare il listino prezzi in alto. Ha contato le monete che aveva in mano più volte prima di capire che non erano sufficienti a comprare qualcosa.

CaseyFischer ha capito in quel momento che il senzatetto aveva sicuramente voglia di fare colazione e mangiare qualcosa. Così, prima che lasciasse il locale lo ha chiamato e gli ha comprato un caffè e un bagel.

Poi lo ha invitato a sedersi accanto a lei. Inizialmente il senzatetto appariva contrariato, come se non volesse avere contatto ulteriore, ma poi si è lasciato convincere.

Così, mentre riempiva lo stomaco, ha iniziato a raccontare a Casey Fischer la sua vita. Ha confidato cose che probabilmente non diceva a nessuno da molto tempo.

Le ha raccontato perché è rimasto senza casa, il suo trascorso con la droga e di come essa lo ha trasformato. Di come non si accettava più come persona e di come avrebbe desiderato solo essere una persona normale. Una di quelle la cui mamma può ritenersi orgogliosa di lui, invece era diventato quello che si vedeva.

Hanno conversato per quasi un’ora, e il senzatetto le ha praticamente raccontato gran parte della sua vita. Così, quando Casey ha detto al senzatetto che doveva proprio andare, Chris (questo il suo nome) le ha chiesto di aspettare un attimo.

Chris ha strappato un pezzo di una ricevuta stropicciata e ha scritto qualcosa. Lo ha consegnato a Casey e si è allontanato in fretta dopo averla più volte ringraziata e salutata.

Casey ha visto allontanarsi quell’uomo in un’ultima immagine che rimarrà indelebile nella mente della giovane donna. Quando poi ha aperto il biglietto è rimasta pietrificata per qualche minuto.

la-bella-storia-di-casey-fischer-e-del-senzatettoSul biglietto infatti c’era scritto: Volevo uccidermi oggi. A causa tua non lo faccio più. Grazie, bella persona.

Questo dimostra che basta davvero poco per rendere il mondo un posto migliore per viverlo: un po’ di tempo e qualche dollaro.

Fonte: littlethings.com

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Riguardo l'autore

Daniele D'Amato

Direttore Responsabile. Giornalista, fotografo e insegnante; lauree in Scienze della Comunicazione e in Sociologia e Ricerca Sociale; masters in DSA e in ADHD. Fondatore e Presidente dell’associazione fotografica Photosintesi per 10 anni; fondatore e direttore editoriale della testata fotografica IVISIVI; Amministratore dello studio fotografico Comunickare; Collaboratore di “Fotografia Reflex”; docente di Linguistica delle immagini e Metodologia del Portfolio nelle scuole di fotografia; fondatore e Presidente del Collettivo Fotografico Xima.

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