Società

La musica come terapia

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La musica è un’arte fondata sul valore, la funzionalità e la concatenazione dei suoni ed è largamente utilizzata come terapia nei bambini affetti da autismo.

Scandisce ormai la maggior parte della nostra vita e nonostante appaia semplice, è in realtà il risultato di una serie di complessi meccanismi.

Molti studiosi si sono spesso chiesti: Da dove inizia la storia della musica? Da quando questa abilità è comparsa nella nostra linea evolutiva? Ma soprattutto a cosa serve e quali effetti ha sulla psicologia di un individuo?

Oggi sappiamo che anche gli animali possiedono delle capacità musicali. Basti pensare al canto raffinato di molti uccelli. Questo tratto evolutivo ha poi raggiunto nell’uomo un alto grado di specializzazione, legato a una caratteristica di questa specie: il linguaggio.

Il neurologo spagnolo Facundo Manes definisce la musica come l’ arte delle Muse. Nel quotidiano El Paìs, afferma che la sua storia inizia diverse migliaia di anni fa o addirittura prima della nascita dell’homo sapiens. Come del resto fanno presupporre alcuni ritrovamenti archeologici. Profondo è quindi il legame instaurato tra l’uomo e la musica. Chi la ascolta o la produce tende a essere più altruista, solidale e felice.

E’ in grado dunque di darci piacere. In numerosi articoli neuro-scientifici si afferma infatti che essa, al pari di sesso, cibo e droghe, rilascia dopamina nel cervello. Essa, al suo interno e in risposta alle melodie ascoltate, attiva delle aree adibite al movimento. Insomma, le sue funzioni sono innumerevoli così come i suoi benefici sulla mente umana. Stimola i ricordi, rilassa e fa compiere incredibili viaggi emotivi.

Un campo di particolare interesse è la sanità. In moltissimi casi la musica viene utilizzata per migliorare, mantenere o recuperare le funzioni cognitive, sociali ed emozionali. Viene altresì usata per rallentare il progredire di determinate malattie, soprattutto quelle riguardanti le attività linguistiche e motorie.

E’ una vera e propria forma di riabilitazione, in quanto favorisce anche la neuro-plasticità, compensando in questo modo i deficit delle regioni cerebrali danneggiate. Nel caso dei bambini autistici per esempio, è proprio grazie alla musica che si può percepire  il mondo esterno in modo chiaro ed ordinato. Modificando così il livello di attivazione e influenzando i meccanismi di rilassamento.

A tal proposito Charlie Parker disse: La musica è un linguaggio universale capace di donare benessere e serenità anche nel disagio e nella sofferenza umana.

Non esiste nessuna cura per l’autismo, ma la musica ha il potere di aprire la strada a nuove forme di comunicazione nei bambini che ne soffrono, ovvero uno su cento.

Sulla relazione tra musica e linguaggio nei pazienti pediatrici con questo disturbo, si è tenuto all’Irccs Fondazione Stella Maris di Pisa un convegno in cui si è riflettuto sull’efficacia della musicoterapia e dell’improvvisazione su 364 bambini autistici di quattro – sette anni e di nove Paesi tra cui l’Italia. In coloro che hanno partecipato al progetto sono diminuiti i tratti tipici di questa sindrome. Nel contempo sono aumentate la motivazione sociale, la regolazione emotiva e la sintonizzazione affettiva attraverso l’improvvisazione di brevi brani musicali.

Non c’è nessun discorso che spieghi la musica e se talvolta le opinioni degli esperti sembrano contrastanti, la musica mette tutti d’accordo. Piacere universale, armonia che emoziona.

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