La solidarietà è uno dei valori più elevati che l’umanità possieda. Accoglie in sé una pluralità di straordinari significati: amore, altruismo, assistenza, calore, partecipazione, integrazione. Significa forza di volontà e determinazione e, talvolta, anche coraggio. Le antiche civiltà e le società umane si fondano sulla solidarietà, poiché il suo tratto fondamentale è la cooperazione a beneficio dell’intera comunità.

L’altruismo giova non solo a chi ne beneficia, ma anche a coloro che ne fanno uno stile di vita. E la scienza lo dimostra. Oltre 40 rapporti scientifici pubblicati su bmcpublichealth evidenziano quanto la beneficenza giochi un ruolo fondamentale nel mantenimento del proprio benessere psicofisico. Infatti, fare del bene agli altri innalza la propria autostima e il morale, cura lo stress e fa vivere più a lungo.

Diversi studi ancora in corso, condotti per la prima volta negli anni ’80, testimoniano l’esistenza di una vera e propria psicologia dell’altruismo. Quest’ultima indurrebbe l’essere umano, a livello dell’inconscio, a essere solidale per fare del bene a sé stesso. Ciò non significa che l’uomo assista il prossimo per un egoistico tornaconto personale, ma piuttosto che è insito nella sua natura il desiderio di aiutare chi ne ha bisogno. Non a caso il filosofo greco Aristotele ben più di 2000 anni fa affermava che l’uomo è un animale sociale.

In un tempo in cui l’attenzione verso i più bisognosi è sovrastata dal materialismo più ostile, dalla febbrile ricerca del successo e del lusso sfrenato, la solidarietà è la chiave per combattere indifferenza e discriminazione.

Piccoli gesti bastano a mobilitare le coscienze dell’umanità, e migliorare la vita dei più deboli.

E’ il caso di Antonio Tanda, ventunenne tetraplegico che ha ricevuto uno splendido dono dai suoi concittadini. Antonio vive a Bosa, in provincia di Nuoro, con i genitori e la sorella. Quando aveva 3 anni gli venne diagnosticata una grave meningite per la quale le cure servirono a poco. Da quel lontano 1997 Antonio non può più parlare né camminare, ed è alimentato da un sondino. Mamma Pina racconta che quando il figlio si ammalò abitavano in Germania. Fu difficile affrontare la malattia senza il sostegno di amici e parenti rimasti in Italia. Tuttavia l’assistenza socio-sanitaria in Germania vanta servizi eccellenti: “Ci garantivano visite gratuite, un’assicurazione e a me versavano i contributi. Poi siamo tornati in Italia e purtroppo la situazione, da questo punto di vista, è peggiorata” spiega la signora Pina.

Ora Antonio riceve una pensione mensile di 289 euro, una cifra irrisoria a fronte dei costi che la famiglia deve sostenere per le cure quotidiane. Vivono inoltre al secondo piano di un palazzo senza ascensore, e la mobilità di Antonio è divenuta nel tempo un serio problema. Le uscite sono dunque diventate sempre più rare.

Senonché l’associazione locale Bosa Rock ha preso a cuore la causa del ragazzo. Su Facebook è stata avviata una campagna di raccolta fondi per permettere alla famiglia Tanda di installare un ascensore nel proprio condominio. La raccolta si è conclusa, e Antonio può ora sperare in una migliore prospettiva di vita. Questo lieto fine è stato possibile grazie al vivo interessamento dell’intera cittadinanza e di un ignoto benefattore che ha donato 6000 euro. “Non ci aspettavamo tutta questa solidarietà, è bello che i giovani abbiano preso a cuore mio figlio, non si sono girati dall’altra parte. E l’intera città si è mostrata partecipe” commenta la madre del ragazzo.

La solidarietà ha mille modi di esprimersi, ma tutti hanno lo stesso denominatore comune: rendere la vita altrui più bella.

Una storia altrettanto significativa per la dimostrazione di calore umano riguarda Jaheim, un giovane studente del South Carolina. Jaheim ha una situazione economica difficile, tanto da non poter acquistare un paio di scarpe. Ci ha pensato la sua compagna di classe Sofi Cruz Turner, che ha preparato una dolce sorpresa per il suo amico. Arrivata in classe gli ha consegnato uno zaino, dentro il quale Jaheim ha trovato le sue sneakers preferite nuove di  zecca che Sofi ha comprato con il suo primo stipendio.

Un gesto così semplice ha regalato al ragazzo scoppiato in lacrime un’emozione speciale. La sua reazione è stata ripresa e postata su Facebook. Il video è ora diventato virale. “E’ sempre stato uno studente modello, non perde mai un giorno di scuola, aiuta sempre l’insegnante in classe ed ha sempre un carattere gentile” scrive la compagna sotto il filmato.

La solidarietà del genere umano non è solo un segno bello e nobile, ma una necessità pressante, un ‘essere o non essere’, una questione di vita o di morte” (Immanuel Kant).

Di seguito il video in cui Sofi Cruz Turner regala lo zaino con le scarpe nuove a Jarheim.

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Riguardo l'autore

Daniele D'Amato

Direttore Responsabile. Giornalista, fotografo e insegnante; lauree in Scienze della Comunicazione e in Sociologia e Ricerca Sociale; masters in DSA e in ADHD. Fondatore e Presidente dell’associazione fotografica Photosintesi per 10 anni; fondatore e direttore editoriale della testata fotografica IVISIVI; Amministratore dello studio fotografico Comunickare; Collaboratore di “Fotografia Reflex”; docente di Linguistica delle immagini e Metodologia del Portfolio nelle scuole di fotografia; fondatore e Presidente del Collettivo Fotografico Xima.

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